Il viaggio in Italia era considerato parte di un percorso fondamentale per la crescita culturale e personale di artisti, scrittori e letterati già tra il XVIII e il XIX secolo, Tale viaggio, anche noto come Grand Tour poneva tra le mete preferite nel Bel Paese la nostra Napoli, la cui conoscenza si trasformava molto velocemente in una straordinaria scoperta destinata a creare per sempre ricordi indelebili nei suoi fortunati avventori.
Napoli, per secoli fonte di ispirazione nella letteratura
In questo contesto, viaggiatore illustre fu lo scrittore Johann Wolfang Goethe che nel 1786 raggiunse l’Italia per rispondere al desiderio di visitarla e trarne importanti e profonde ispirazioni. “Si dica, si narri, si dipinga tutto quanto si vorrà, si troverà sempre di più”, Goethe scriveva con preoccupazione di non riuscire a rendere giustizia alla sconfinata bellezza che aveva trovato all’interno del territorio napoletano e l’incredibile spessore della popolazione locale riempiendo i suoi scritti di accurate osservazioni antropologiche in un cui emerge in ogni passo la ricchezza intrinseca della comunità napoletana.
Lo scrittore francese Stendhal, giunto a Napoli nel 1817, tra le sue numerosissime osservazioni non mancò di descrivere la città attraverso l’impatto che essa avrebbe avuto sui suoi ricordi salutando Partenope con queste parole: “Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo».
La nostra bellissima città vanta l’arrivo di un altro importante scrittore, questa volta italiano, Giacomo Leopardi che arrivò a Napoli nel 1833 alla ricerca di un luogo più salubre per il suo delicato stato fisico e vi rimase fino alla sua morte nel 1837 lasciando un testamento dal valore inestimabile con l’opera La Ginestra, ispirata al soggiorno in una villa alle pendici del Vesuvio.
Viaggiare con il cinema a Napoli
In tempi recenti il concetto di “viaggio” è molto diverso e non solamente limitato a giovani artisti e scrittori dalle più ampie possibilità. Possiamo viaggiare in molti modi e se è vero che Napoli sta vivendo una forte rinascita turistica, è altrettanto vero che osservare una città attraverso i media, lo sport e la televisione è una forte motivazione che spinge le persone a muoversi per vivere sulla loro pelle quanto visto “a distanza”.
Si pensi alle più recenti produzioni cinematografiche come il il film “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino candidato al premio Oscar e “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek.
Il piccolo schermo e la Napoli di tutti i giorni
Napoli è protagonista assoluta non solo del cinema, ma anche di numerosissime serie Tv, da “Mare Fuori” in giù, tutte di grande successo.
Con gli scorci più amati della città, la divertente commedia sentimentale “Generazione 56k”, prodotta in collaborazione con The Jackal per Netflix ci fa sognare non solo con il panorama del golfo e i vicoli del centro storico della città, ma anche grazie ai colori e la straordinaria bellezza dell’Isola di Procida, già magistralmente rappresentata dall’interpretazione di Massimo Troisi nell’ultimo capolavoro “Il Postino”, ambientato proprio nella già Capitale italiana della Cultura 2022 di cui, ben più di un secolo prima Alphonse de Lamartine scrisse attraverso il romanzo “Graziella”, ispirandosi a una giovane procidana del tempo di cui lo stesso scrittore si innamorò durante la permanenza sull’isola in occasione del suo Grand Tour.
In questo fermento di espressioni filmiche ambientate a Napoli, anche la musica entra spesso in contatto con il cinema, è il caso di “Ultras”, in cui è possibile ammirare scorci, non solo di Napoli, ma anche dei Campi Flegrei. Il film del 2020, dalla regia di Francesco Lettieri, già celebre per aver rappresentato il territorio napoletano attraverso i numerosi video musicali del misterioso artista “Liberato” che, attraverso la sua musica, lascia innamorare il grande pubblico delle più profonde suggestioni della Napoli di tutti i giorni.