La casa è importante? Basta chiedere al 94% degli italiani

Il mercato immobiliare non è solo questione di numeri e fredde analisi.

È sentimento, attaccamento, fatto da persone in carne ed ossa.

Lo sa e lo ha ben intuito Doxa, istituto specializzato in sondaggi d’opinione e analisi statistiche, praticamente la prima azienda in Italia ad aver fatto delle ricerche di mercato una missione; è stata, infatti, fondata nel 1946 ed ha acquisito, quindi, in questi decenni moltissima esperienza nel settore.

Osservatorio Nazionale “CasaDoxa”

Lo scorso anno è partito un Osservatorio Nazionale chiamato proprio “CasaDoxa” che si è prefisso l’obiettivo di sondare l’opinione degli addetti ai lavori nel settore casa, studiando l’evoluzione del mercato per carpirne le criticità e, contemporaneamente, individuarne le opportunità.

Il campione ha incluso circa 6mila italiani, provenienti da ogni parte dello Stivale, intervistati al fine di raccogliere dati sul loro lifestyle, cercando di capire come una casa venga scelta, vissuta, desiderata: dai 2 milioni di insight raccolti è emerso che, per il 94% dei nostri connazionali (in pratica, quasi 4 su 10), la casa è davvero importante, poiché intesa come il rifugio sicuro dove rintanarsi non solo a fine giornata, ma anche nei momenti difficili o in ritagli di tempo più o meno lunghi nell’arco della giornata; momenti in cui ci si affida completamente alle sue mura, con tutto il piacere di mettersi a proprio agio per molto più tempo di quanto accadeva solo 10 anni fa (per un +48% degli italiani).

Una sensazione di appartenenza molto più forte rispetto a 5 anni fa e che è in crescendo come “sentiment” generale: dato importantissimo per chi lavora nel settore.

Ma c’è di più.

Sicuramente l’era tecnologica in cui viviamo sta dando manforte a questo fenomeno, consentendoci di fare moltissime attività ricreative comodamente dal nostro divano, ma è pur vero che, ad oggi, un italiano su 3 lavora da casa o che, comunque, il 70% si ritrova più volte alla settimana ad espletare delle mansioni lavorative proprio all’interno della sua residenza. E non si parla solo di lavoratori autonomi o di giovanissimi, ma di persone appartenenti a tutte le fasce d’età, nel 27% dei casi addirittura dipendenti.

Insomma, la casa sta acquisendo nuovi ruoli all’interno della nostra vita e, soprattutto, non è più solo un “affare da donne”, visto che sono tantissimi gli uomini (35%) che la sentono come un punto focale della propria esistenza… persino luogo ideale dove sperimentare le proprie ricette! Perché i Millennials, si sa, coltivano una grande passione per la cucina.

Altro valore altissimo (75%) riguarda la percentuale degli intervistati dichiaratisi sensibili alla sostenibilità e al risparmio energetico, con una curiosa impennata degli over 54.

Infine, un dato che deve far riflettere: quasi i due terzi della popolazione intervistata è risultata intenzionata a investire nella smart home. E non solo per una questione di passione per l’hi-tech, ma anche e soprattutto per esigenze mediche. La domotica, infatti, sta aiutando sempre più famiglie ad uscire dal baratro dell’auto-segregazione e della depressione che molti portatori di handicap hanno sempre sperimentato.

In questo caso, oltre che nel settore “sicurezza” (impianti anti-intrusione e dispositivi di controllo), l’apertura ad affrontare spese anche importanti è superiore rispetto a tutti gli altri contesti: insomma, quando si parla di salute, riduzione dei consumi e degli sprechi e sicurezza, gli italiani sono molto ben disposti ad investire.

Un altro elemento da tenere in considerazione per chi opera all’interno del mercato.

        

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