Come risparmiare sull’affitto: guida pratica per proprietari ed inquilini

Il pagamento del canone mensile d’affitto può gravare molto sul bilancio familiare. Allo stesso tempo, e contrariamente a quanto si pensi, questo esercita lo stesso peso anche sulle finanze di chi, la casa la da in locazione e che, teoricamente, dovrebbe solo trarre un guadagno dalla situazione. Quindi, qualunque sia il punto di vista da cui si guarda la situazione il risultato non cambia ma, non è detto che si debba pagare il tutto passivamente.

La legge, mette infatti a disposizione dei contribuenti una serie di soluzioni, che permettono sia al proprietario che all’inquilino di risparmiare notevolmente, vediamole insieme.

1# L’applicazione della cedolare secca

La cedolare secca è un’imposta, sottoposta ad una variazione percentuale in base al tipo di contratto, che va a sostituire l’Irpef, l’imposta di registro e tutte le altre, normalmente dovute sui redditi da locazione.

Possono scegliere di applicarle, le persone fisiche titolari del diritto di proprietà o del diritto di godimento, tra cui l’usufrutto.

2# La prima casa

Nel caso si prenda in affitto quella che, a tutti gli effetti è la prima casa, si ha diritto ad un detrazione di €300,00, per redditi complessivi non superiori a €15.493,71. Se il reddito supera tale somma la detrazione scende a €150,00

3# I giovani che affittano casa

Per i giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni è previsto un risparmio di €991,60 per i primi tre anni di stipula del contratto di affitto. La percentuale può variare in base al Comune di residenza, è bene quindi consultare la voce apposita sul sito ufficiale.

4# Agevolazioni per i lavoratori fuori sede

Chi ha trasferito la propria residenza nella città in cui lavora, dove vive in affitto, ha diritto ad una detrazione di massimo €991,60, nel caso di redditi non superiori ai €15.493,71. Se invece il reddito è compreso tra € 15.493,72 e €30.987,41, la detrazione ammonta a €495,80.

5# Gli studenti fuori sede

I centinaia di giovani che ogni anno si recano a studiare il città lontane dalle propria, possono accedere ad una detrazione sull’affitto pari a 19%, su un tetto massimo di €485,80

6#Contribuenti in difficoltà economiche

I lavoratori che hanno visto diminuire il proprio monte ore, che hanno perso il lavoro a causa di licenziamenti dovuti alla diminuzione di queste, i contribuenti in difficoltà economiche – dovute alla malattia o alla morte del componente della famiglia “fonte di reddito” – possono ricorrere al Fondo di Morosità incolpevole. Tale Fondo è gestito a livello regionale quindi, per ulteriori informazioni, è consigliato visitare il sito ufficiale della Regione di competenza.

7# Se l’affitto è troppo alto

Nel caso in cui la spesa affrontata per il pagamento dell’affitto sia troppo alta, e sempre tenendo presente il reddito percepito, è possibile chiedere il contributo comunale all’integrazione al canone di locazione, gestito sempre dal Comune di appartenenza.

8# Il canone concordato

Il contratto di locazione a canone concordato comporta il pagamento di un canone, appunto concordato in precedenza. Questo non può superare il tetto massimo stabilito da accordi territoriali, stipulati tra le organizzazioni di proprietari e inquilini.

Questo, può essere utilizzata per i contratti a uso abitativo, a uso transitorio e per gli studenti universitari, e riguarda le abitazioni di proprietà dei privati concesse in locazione a privati, studenti e cooperative/enti senza scopi di lucro.

Se applicato per l’affitto di una casa a Napoli, Milano, Roma, Venezia, Catania, Genova, Firenze, Bologna, Torino, Bari e Palermo, il canone concordato può comportare degli enormi vantaggi, sia per il proprietario che per l’inquilino.

        

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