Piazza Bovio e la sua curiosa storia

A Napoli c’è un luogo conosciuto da tutti con il nome di Piazza Borsa che, in realtà, la toponomastica ha dedicato al filosofo Giovanni Bovio, morto in uno dei palazzi che, oltre a quello della Borsa (da cui l’inghippo sul nome), incorniciano il suo perimetro.

In effetti, la storia è molto simile a quella di Via Toledo, ancora oggi appellata da molti Via Roma a causa del suo passato: anche in questo caso, infatti, il nome originario era proprio quello che gli si attribuisce ancora oggi, pur essendo cambiato tantissimo tempo fa, agli inizi del XX secolo.

Ma i napoletani, si sa, sono abitudinari e, soprattutto, non dimenticano.

Un po’ di storia

La piazza odierna risale alla fine dell’Ottocento e rientra nelle opere del Risanamento, avvenuto in seguito al periodo in cui una terribile epidemia di colera (1884) decimò la popolazione a causa – come riportano alcune fonti – di una scellerata contaminazione delle condotte degli acquedotti con le acque nere raccolte nei pozzi. Prima di questa, infatti, ce n’era un’altra che sorgeva più a sud e che riportava il nome di Piazza di Porto o Piazza del mercato di Porto, dove sorgeva anche la fontana degli Incanti, ora sita a Posillipo.

Anche un’altra fontana è appartenuta a questi luoghi: Piazza Bovio, infatti, ha ospitato fino al 2000 quella del Nettuno, successivamente spostata in Piazza Municipio.

Ma non è tutto.

Tantissima altra storia è riaffiorata dai meandri del suo sottosuolo quando, durante gli scavi per la costruzione della stazione Università, furono ritrovati dei reperti archeologici di epoca bizantina a testimonianza di un antico arco onorario (periodo circa 146-245 d.C.) che qui doveva sorgere in un passato molto lontano. Questi tesori, insieme ad altri provenienti dall’epoca imperiale e addirittura alla prua di una nave, sono visibili nel museo Stazione Neapolis, all’interno della fermata “Museo”.

Tra l’altro, la piazza ha cambiato di nuovo “faccia” proprio recentemente quando, con l’inaugurazione di una nuova stazione, c’è stata un’opera di riqualifica che si è conclusa solo nel 2010. Ed è stato proprio in questa occasione che ha trovato qui sistemazione la statua di Vittorio Emanuele II (di ben 80 tonnellate!) insieme a quella di Partenope.

C’è una leggenda che aleggia, però, intorno a questa piccola porzione della città; la conoscete?

La leggenda

Moltissimi napoletani che abitano o frequentano la zona assicurano che Piazza Bovio sia infestata dal fantasma di una donna dall’aria spaventata, intenta a scappare verso i vicoli che compaiono sul suo perimetro. Il suo volto è inafferrabile poiché nascosto dai capelli che lascerebbero il mistero intorno alle sue fattezze.

Si dice sia l’anima tormentata di una ragazza che venne stuprata nel Cinquecento dai mercenari saraceni, durante le terribili razzie di quel periodo; più che un evento extrasensoriale, insomma, sarebbe soltanto un passato antico che non riesce a farsi dimenticare, monito di se stesso attraverso il dolore di una persona innocente che vive ancora e perennemente il suo trauma, oltre cinquecento anni dopo.

Ma, come dicevamo, Napoli non dimentica…

        

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