A Napoli esistono numerosi edifici storici risalenti ad epoche diverse. Uno dei palazzi più noti del capoluogo partenopeo è senza dubbio Palazzo Majorana, situato a pochi passi dal teatro San Carlo. La struttura risale al 1754 e venne progettata da uno degli architetti più in voga dell’epoca, ovvero Ferdinando Sanfelice. L’edificio è resistito durante tutti questi secoli e ancora oggi rappresenta una delle attrazioni più visitate della città. In seguito vedremo insieme qual è la sua storia.
La storia di Palazzo Majorana
Verso la metà del ‘700, l’architetto Ferdinando Sanfelice prese in carica il progetto per la realizzazione di un edificio che doveva sorgere nel cuore di Napoli. L’opera venne commissionata da Gaetano Majorano, noto anche con il nome d’arte Caffarelli.
Majorano è stato un cantante italiano castrato dell’epoca. La castrazione nel mondo della musica all’epoca in realtà non era molto rara. Veniva Infatti effettuata per conservare le estensioni vocale tipiche della giovane età di un cantante. In particolare, la diffusione di questa pratica si ebbe soprattutto tra il XVII e il XVIII secolo, anche se alcune testimonianze storiche fanno risalire l’esistenza dei primi cantanti castrati già alla musica dell’Impero bizantino.
La nascita di questo fenomeno fu favorita anche al divieto di esibizione imposto alle donne da Papa Sisto Quinto nel 1588. Soprattutto all’inizio, i castrati erano perlopiù orfanelli o figli di famiglie particolarmente povere e che venivano venduti al clero o a maestri di canto al fine di migliorarne la qualità di vita.
Napoli è stata una delle città protagoniste relativamente al fenomeno dei castrati, in quanto in città esistevano all’epoca molteplici istituti a scopo benefico per musici, tra cui quello dei poveri di Gesù Cristo, di Santa Maria di Loreto e Sant’Onofrio a Porta Capuana.
Majorano sin da quando era piccolo mostrò una forte passione per la musica. Dopo aver ricevuto gli insegnamenti di Nicola Porpora, nel 1724 debuttò a Roma nella parte di Sarro, riscuotendo un successo straordinario. Da quel momento, infatti, l’artista venne chiamato in molte altre città, non solo italiane ma anche all’estero. In particolare, si esibì a Torino, Milano, Firenze ma anche in Austria, in Spagna e in Francia, alla corte di Luigi XV. Dopo aver preso un incarico alla Cappella Reale di Napoli, Majorano poté esibirsi anche al teatro San Carlo.
A caratterizzare il Caffarelli, nome d’arte che riprese da Domenico Cafaro, era una personalità particolarmente eccentrica e sui generis. Alcune testimonianze raccontano infatti di un carattere particolarmente aggressivo verso i suoi colleghi. Fu proprio tale personalità a farlo allontanare dal suo pubblico. Tuttavia, negli anni, l’artista aveva accumulato un gran patrimonio che poté spendere in parte nella costruzione di un palazzo personale. Infatti, una volta assunto il titolo di Duca e acquistato il Ducato di San Donato, fece costruire Palazzo Majorana.