Capodimonte è un angolo di Napoli caratterizzato da una lunga storia. Durante il corso dei secoli, in questa parte della città sono passati regnanti, artisti e opere di immensa bellezza. Ancora oggi, rappresenta una delle mete più ambite dai turisti, grazie al meraviglioso bosco che domina l’intera area. In questo articolo, andremo insieme alla scoperta di Capodimonte e della sua storia.
La storia di Capodimonte
La collina di Capodimonte ha sempre rappresentato un elemento essenziale del panorama cittadino. Tuttavia, data la difficoltà di collegarla con il resto di Napoli, ha subito uno sviluppo solo a partire dalla metà dello scorso millennio. In particolare, a partire dal 1575, anno in cui venne fondata la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, iniziarono i primi insediamenti urbani. Solo nel corso del ‘700, però, si assiste alla crescente importanza del quartiere, a seguito dell’avvio della costruzione della famosa Reggia e del bosco.
L’800 fu poi l’epoca d’oro di Capodimonte, quando, oltre al completamento della Reggia, si ebbe anche la costruzione di via Capodimonte e del ponte della Sanità. Ad arricchire la popolarità della zona, però, furono soprattutto le tante ville che la nobiltà dell’epoca decise di costruire proprio nel quartiere. Con la riforma di Murat, il casale passò ufficialmente nel comune di Napoli. Agli inizi del ‘900 la zona non era ancora collegata totalmente alla città, motivo per il quale, nel 1902, si decise di realizzare le tranvie che consentivano di rendere più agevole l’arrivo nel quartiere. Nel secondo dopoguerra, Capodimonte venne esteso grazie alla costruzione del rione Lieti.
Le bellezze di Capodimonte
Secoli di storia hanno permesso la sedimentazione in questa parte della città di tante attrazioni culturali e naturali. Ovviamente, a dominare è senza dubbio l’imponente bosco, un’immensa distesa di verde circondato da cinta muraria. Fatto realizzare nel 1743 da Ferdinando Sanfelice, l’area si estende per ben 1,24 km quadrati e al suo interno si trovano numerose aree pic-nic e un percorso dedicato dove poter fare jogging.
La Reggia che si trova al suo interno venne realizzata nel 1783 per ordine di Carlo di Borbone. I lavori vennero affidati all’ingegnere Giovanni Antonio Medrano e Antonio Canevari. Per molto tempo è stata sede dei regnanti napoletani e ha ospitato anche i membri di Casa Savoia dopo l’unità d’Italia. Il Museo, altro elemento caratteristico di Capodimonte, conserva opere di inestimabile valore, risalenti ad epoche molto diverse. In particolare, qui è possibile visitare collezioni di Caravaggio, Raffaello, Tiziano, Francesco Solimena o Andy Warhol. Secondo recenti statistiche, il Museo si posiziona tra al 28° tra i 30 più visitati in Italia, con un numero di visitatori che supera i 200mila all’anno. Il bosco di Capodimonte è spesso sede di importanti eventi culturali.
Ma a Capodimonte ci sono anche tante altre cose da vedere, come ad esempio l’Osservatorio Astronomico, realizzato da Federico Zuccari e Stefano Gasse. Situato all’interno del monastero di san Gaudioso a Caponapoli, si tratta di uno dei centri scientifici italiani più importanti. Nel quartiere sorge anche la Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio, nota anche con il nome di “La Piccola San Pietro”. La struttura rappresenta la chiesa costruita più di recente nel capoluogo partenopeo.
Come raggiungere Capodimonte
A differenza del passato, raggiungere Capodimonte oggi è molto semplice. Ad esempio, si può prendere la metropolitana Linea 1 e scendere alla fermata Colli Aminei o Frullone e aspettare l’autobus 604 o C63. In alternativa, si può prendere anche l’auto e prendere la tangenziale in direzione Capodimonte.