Le bellezze di Napoli non si fermano al solo Centro Storico. Per conoscerne le meraviglie, bisogna avere il tempo per allontanarsi un attimo dal centro e scoprire le meraviglie che si nascondono nei dintorni, talvolta anche in provincia. Questo è il caso del cosiddetto “Miglio d’Oro“, un tratto di strada che interessa i paesi vesuviani ed è caratterizzato dalla presenza di antiche ville dalla bellezza inestimabile. Molti palazzi storici oggi si ergono accanto a strutture anonime, inglobate nell’urbanistica cittadina, e per questo in parte dimenticati. Ma la loro importanza e la loro bellezza merita sicuramente attenzione.
Cosa si intende per Miglio d’Oro
Il Miglio d’Oro è identificato con quel tratto di strada che originariamente collegava Ercolano a Torre del Greco. Negli anni poi, lo stesso percorso ha finito per collegare i due grandi comuni con la zona Est di Napoli. Una strada lunga appunto un miglio, definito d’oro, perchè grazie a quella strada, i nobili e i potenti dei secoli passati, si recavano nelle belle e salubri località di vacanza, quali erano appunto i paesi vesuviani. In quei luoghi sono sorte le loro ville, le quali hanno reso prezioso un pezzo di strada come quello.
Il “vero” Miglio d’Oro
Per la definizione di quale sia il Miglio d’Oro, c’è una certa discordanza di opinioni. Secondo molti però, il vero Miglio d’Oro è quello che va dalla Villa De Bisogno di Casaluce, situata ad Ercolano in Corso Resina 189, a Palazzo Vallelonga che si trova a Torre del Greco. Ad ogni modo è importante sottolineare che nell’elenco delle bellezze che rendono d’oro il miglio, sono presenti circa 122 costruzioni; praticamente le ville più belle di tutta la nobiltà napoletana; tra queste si ricordano Villa Giulia, Villa D’Elboeuf, Villa Riario Sforza e Villa Campolieto.
Villa Giulia
I lavori per Villa Giulia sono iniziati intorno al 1760, su commissione di don Domenico di Sannicandro, nobile al servizio del re di Napoli. La villa porta il nome della moglie dell’uomo, Giulia di Capua ed i lavori sono opera di Francesco Collecini. La struttura si trova nel quartiere Barra, ma per la concezione dell’epoca, non era lontana dalla celebre Reggia di Portici. Il progetto della facciata fu opera di Luigi e Carlo Vanvitelli, i quali realizzarono una balaustra ornata da un fregio centrale ed un’apertura che si configura con tre ordini sovrapposti. Infine, c’è da segnalare il bel giardino, costituito da specie arboree molto rare.
Villa d’Elbouef
Si tratta della più antica delle ville vesuviane. Questa infatti, venne realizzata nel 1711 per volere del duca d’Elbouef, con un progetto pensato da Ferdinando Sanfelice. La villa si trova a Portici ed è una delle più sontuose. Si racconta infatti, che proprio dopo la visione di questa villa, il re Carlo di Borbone pensò di far costruire la sua reggia poco distante. Nel 1742, il re acquisì questa villa e ne fece l’approdo per i visitatori che, dal mare, raggiungevano la Reggia. Attualmente la villa è separata dal giardino che la adornava: i lavori per la ferrovia del 1839, passarono per la villa, condannandola così al declino.
Villa Riario Sforza
Anche questa villa ha un primato: è la più grande delle ville vesuviane. Essa porta il nome del committente, il duca Girolamo Riario Sforza, e venne costruita nel 1792. Anche questa villa, che rientra nel territorio di Ercolano, è caratterizzata per la presenza di un folto giardino. Da molti riconosciuta come una delle piu sfarzose del Miglio d’Oro, è stata luogo di villeggiatura di molte celebrità dei tempi passati.
Villa Campolieto
I lavori di Villa Campolieto iniziarono nel 1755, quando il duca di Casacalenda, affidò l’opera ai Vanvitelli. Il palazzo è costruito su un impianto a croce greca con una cupola centrale, ed illuminata da quattro finestre ovali. La villa si trova su Corso Resina ad Ercolano e gode di una splendida posizione panoramica.