Quando si parla delle zone di mare che rendono spettacolare la città di Napoli, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Oltre ai consueti luoghi battuti dal turismo di massa, più vicini al centro storico cittadino, ci sono tante altre bellezze anche in zone più periferiche e meno conosciute della città, che comunque meritano la medesima attenzione per le suggestioni che suscitano alla sola vista. Oggi si parla di Coroglio, una zona piuttosto estesa che parte da Posillipo ed è conosciuta principalmente per il panorama che offre. Nell’articolo dunque, ci sarà spazio per la storia e per i motivi che hanno reso così interessante questo luogo suggestivo.
Il panorama di Coroglio
In genere quando si parla di Coroglio si intende l’area che parte da Capo Posillipo, passa per la Montagna Spaccata, il piazzale della rotonda e una volta superata la Grotta di Seiano scende verso il mare, appunto all’arenile di Coroglio. Una zona dove più o meno ovunque si gode di una vista straordinaria sul mare: da un lato tutto il Golfo di Napoli con Vesuvio e Monte Somma, dall’altro la zona puteolana, mentre di fronte ci si affaccia su Nisida. Poco distante da questo arenile infatti, parte il ponte che collega Napoli all’isola, ed è ben visibile da Coroglio.
La storia
La zona si sviluppa agli inizi del 1800, precisamente nel 1812, quando Gioacchino Murat, reggente della Repubblica Partenopea, commissionò i lavori per la realizzazione di Via Posillipo, una strada lunga sino a via Boccaccio. Il proseguimento di suddetta strada invece, è detto Discesa Coroglio e si estende fino al litorale omonimo. Questo prolungamento fu realizzato successivamente, nel 1820, da re Francesco I di Borbone, quando ormai, il trono del Regno delle Due Sicilie era stato ripristinato. La Discesa Coroglio è una strada alquanto caratteristica perchè si configura con una serie di tortuose rampe che però, erano e sono molto panoramiche. I lavori vennero realizzati dal corpo del Genio dell’armata austriaca e per questo, per lungo tempo, la discesa è stata chiamata anche “rampa dei tedeschi”. Per quanto riguarda l’origine del nome invece, bisogna andare ancora più indietro. Il termine Coroglio infatti, deriva dal latino “corollio” che indica solitamente un panno attorcigliato, di quelli che anticamente si sistemavano sulla testa per il trasporto di oggetti pesanti. Tale nome sarebbe dovuto alla forma particolare della punta estrema del colle di Posillipo, che ricorda un pò la forma di questo copricapo.
Coroglio oggi: come raggiungere la discesa
La strada, a dispetto di com’era un tempo, oggi appare abbastanza abitata. Nella zona sono sorti negli anni ville e villini di vario genere, data la vicinanza al mare. Per questo, nonostante la zona tortuosa ed in discesa, l’urbanizzazione ha attecchito anche qui. Non mancano anche piccole attività commerciali come negozi e ristoranti, perlopiù per la clientela turistica, ma la zona è molto frequentata anche dai napoletani. Per arrivarci, la prima ipotesi è quella di utilizzare l’automobile. La si può lasciare lungo via Posillipo o nei pressi del Parco Virgiliano e poi effettuare a piedi la discesa. Se invece si scelgono i mezzi pubblici, i più sicuri sono l’autobus e la metropolitana. Nel primo caso si può scegliere:
- Autobus 140: Da Piazza del Plebiscito a Posillipo, fermata Marechiaro
- Autobus C1: Da Piazzale Tecchio a Padula-Manzoni, Fermata Discesa Coroglio
- Autobus C31: Da Via Scarlatti a Capo Posillipo, Fermata Discesa Coroglio
- Autobus R7: Da piazza Vittoria a Bagnoli, Fermata Coroglio
Nel caso in cui si scelga la metro invece, la procedura è un pò più complicata in quanto bisogna prendere la Linea 1 da Garibaldi in direzione Piscinola e scendere a Quattro Giornate. Da lì bisogna raggiungere a piedi via Cilea e prendere l’autobus C31.