Mutuo: quando conviene accenderlo?

Quando, in ambito immobiliare, si parla di mutuo, si intende quel contratto mediante il quale, attraverso l’intercessione di una banca, è possibile comprare un immobile (o anche affrontare, ad esempio, una importante ristrutturazione), con il vantaggio di poter pagare un’enorme somma di denaro in più trance mensili, fino ad arrivare alla piena esaustione della pratica e all’acquisizione finale del bene (avendo anche versato, man mano, una piccola quota di interessi per “pagare” il servizio).

Quando i costi sono particolarmente proibitivi, si tratta di una vera e propria via di salvezza per chi non dispone di grosse cifre (e, quindi, soprattutto per i giovani), senza contare che, nella stragrande maggioranza dei casi, è un investimento che conviene, e di gran lunga, rispetto all’alternativa del pagamento a vita del’affitto; ma non è un iter che è sempre possibile attuare: necessita, infatti, di alcune condizioni di base che fanno da carburante per la messa in moto della pratica.

Cosa c’è da sapere

Per accendere un mutuo bisogna possedere dei risparmi corrispondenti al 20% del valore dell’immobile e sufficienti anche a coprire le spese notarili e le tasse di trasmissione (o l’IVA, in caso di nuova abitazione). Una cifra che, ovviamente, varia non solo da città a città, ma anche di immobile in immobile, poiché ci sono quartieri ed edifici che sono soggetti, nel tempo, a svalutazioni (su cui non conviene investire) ed altri che, invece, si ritrovano ad essere iper-valutati, anche a distanza di pochi anni, grazie ad interventi di bonifica o migliorie strutturali e sociali apportate al circondario.

Ecco perché è sempre importantissimo valutare un impegno come questo insieme ad un agente immobiliare che, grazie alla sua profonda conoscenza del mercato, possa aiutare i clienti ad operare la scelta migliore, evitando rischi e futuri rimpianti.

Infine, bisogna tener presente che un mutuo può essere richiesto sia da lavoratori dipendenti che autonomi, a patto di compilare la regolare documentazione, includente situazione reddituale, familiare ed economica generale, da presentare al vaglio della banca che, con tutti questi dati alla mano, avrà modo di esprimersi sulla fattibilità sull’operazione, tenendo presente che, in generale, la rata del mutuo, calcolata ai valori del momento, non dovrebbe superare il 30-35 % del reddito netto mensile complessivo del nucleo familiare del richiedente.

 

Sulla base di queste informazioni, quindi, ci si può già rendere conto delle proprie possibilità di successo nell’accensione di un mutuo: valutare al meglio il proprio reddito, in base al costo dell’immobile, e scegliere la banca giusta può far risparmiare tempo, risorse ed energie.

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