Modalità per trasformare il tuo immobile in B&B

Ci sono molti luoghi, in Italia, che vengono visitati da tantissimi turisti ogni anno e di cui non si contano gli scatti che vengono condivisi sui social.

Altrettanti sono quelli più isolati, meno mainstream, che incuriosiscono tutti coloro che amano starsene in tranquillità o anche dedicarsi ad escursioni in solitaria, scoprendo quanto anche punti nascosti di questo pianeta possano essere interessanti e belli da godersi, a tu per tu con le montagne, il mare, la natura selvaggia o i sentieri innevati dal gelo invernale.

Con l’entrata in scena di moltissimi servizi di house sharing, c’è un altro settore che si sta espandendo: quello dei B&B “casalinghi”.

In sostanza, si può trasformare la propria casa in un Bed and Breakfast capace di ospitare turisti ed avventori senza perdere la possibilità di utilizzarla come seconda dimora o punto d’appoggio per le vacanze quando se ne ha bisogno: un vero e proprio investimento capace di fruttare molto bene, se pubblicizzato e sistemato a dovere!
Ma come mettere in pratica questo iter?

Approccio

Innanzitutto, la prima cosa da fare è schiarirsi le idee e farsi qualche domanda.

In che periodo dell’anno sarà più possibile collezionare clienti?
A quale tipo di target ci si vuole rivolgere?
Che tipo di ambientazione ricreare?

Una volta segmentata in maniera precisa la parte di mercato da intercettare, si può allestire tutto in maniera formale, giovanile, luxury o ricercata a seconda dei casi, optando per delle forniture mirate a seconda delle stagioni (coperte calde per l’inverno, lenzuola fresche per l’estate, asciugamani e quant’altro) e per la scelta dei comfort da offrire (connessione wi-fi, frigobar, Tv in camera etc).

Anche le sezioni food e drink potranno essere personalizzate in base al pubblico che si vuole attrarre, non facendo mai mancare ciò che, ovviamente, può essere universale per tutti.

A questo punto, vale la pena informarsi sulle normative vigenti per muovere i primi passi in modo sensato e consapevole all’interno dell’iter burocratico.

Normativa

Quando si acquista un immobile da avviare a struttura ricettiva, il primo consiglio è quello di informarsi sulle normative regionali, che possono essere molto diverse tra loro e specifiche nell’ambito di determinate situazioni.

In ogni contesto, infatti, un “esercizio di affittacamere” può essere composto da un numero diverso di locali (in generale non più di 6), con un massimo di posti letto (in genere 12) ubicati in non più di 2 appartamenti differenti, situati sullo stesso pianerottolo (con altrettanti servizi igienici).

In alcune regioni vengono anche stabiliti dei limiti per il periodo di apertura, oltre che degli standard particolari da seguire a seconda si tratti di una attività a conduzione familiare o imprenditoriale: in questo secondo caso, infatti, si può godere di alcune agevolazioni, non essendo obbligati ad aprire partita IVA e ad iscriversi al Registro delle Imprese.

Inoltre, bisogna riferirsi al SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) della provincia d’ubicazione dell’immobile per presentare la SCIA Turistica che certifichi l’inizio dell’attività commerciale: da qui, infatti, partiranno le ispezioni – entro e non oltre 60 giorni – che accrediteranno all’aspirante B&B la possibilità di diventare effettivamente tale. A questo punto, la classificazione va realizzata presso l’Ufficio Turistico del comune di residenza e, in caso siano avvenuti anche lavori di ristrutturazione importanti, qualunque cambio della planimetria va aggiornato sui documenti ufficiali.

Fondamentale perché l’attività abbia successo e tutte le carte in regola per restare in piedi, pertanto, è controllare tutte le normative vigenti sia nazionali che regionali per assicurarsi di rispettare tutti i requisiti richiesti per l’avvio di quest’avventura commerciale e umana.

Infine, va ricordato che si può accedere ad alcuni incentivi, tra cui la detrazione IRPEF del 18% per interventi di ristrutturazione edilizia.

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