A Roma il murales mangia-smog più grande d’Europa

Orario di punta, un incrocio molto trafficato di una metropoli italiana: davvero quell’aria inquinata e viziata può essere “ripulita” da un murales?

Sembrerebbe fantascienza, eppure è proprio quello che sta accadendo a Roma, dalla fine del 2018, quando è stato inaugurato Hunting pollution, la più grande opera a livello europeo del suo genere. Ma di cosa si tratta esattamente?

Street Art rigenerativa e Airlite

Mille metri quadrati inondati di colore, su uno stabile romano sito in via del Porto Fluviale, zona Ostiense, troneggiano sul circondario attraverso la rappresentazione di un magnifico esemplare di airone tricolore, un volatile in via di estinzione che viene immaginato nell’atto di catturare una preda in un mare oramai inquinato. Un’immagine che parla da sola, ma che si propone di fare molto di più: letteralmente agire contro lo smog “mangiando” il particolato sospeso nell’aria circostante.

L’autore dell’opera è Iena Cruz, al secolo Federico Massa, milanese già noto nel panorama urban proprio grazie ai suoi lavori particolari e messi in piedi soprattutto con l’intenzione di denunciare gli effetti dei cambiamenti climatici. Il tutto è nato da un’idea di una no-profit femminile, la Yourban2030, ed è stato realizzato attraverso un prodotto unico nel suo genere, la pittura Airlite, famosa per la sua caratteristica mangia-smog. “Partorita” da una startup all’italiana, questa tecnologia è stata pensata anche e soprattutto per gli interni, per rendere gli ambienti domestici e di lavoro più sani, igienizzati e continuamente depurati dalle sostanze tossiche: d’altro canto,  l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riferito che più del 15% delle malattie croniche sono causate proprio dalla cattiva qualità dell’aria. Intervenire, ad oggi, è d’obbligo oltre che un dovere morale.

La vernice si presenta in una texture in polvere a cui va aggiunta dell’acqua: contiene biossido di titanio che si “attiva” con la luce e trasforma gli agenti inquinanti (ossidi di azoto e zolfo, benzene, formaldeide, monossido di carbonio) in molecole di sale: si è stimato che sia in grado di depurare ambienti interni ed esterni finanche dall’88,8% dell’inquinamento presente, intervenendo anche sul 99,9% di batteri e virus (persino resistenti agli antibiotici), tra cui lo Staphylococcus Aureus, l’Escherechia Coli, i responsabili di peritonite, meningite etc. Un ottimo prodotto, quindi, anche in case dove vivono soggetti allergici o asmatici o interessati da patologie respiratorie. Insomma, davvero una tecnologia futuristica!

1 murales che vale 30 alberi

Airlite riflette la maggior parte delle radiazioni solari infrarosse, fa barriera contro lo sporco, consente addirittura di risparmiare energia elettrica durante le stagioni più calde: secondo gli esperti, il murales di Roma “vale” come 30 alberi, poiché già solo 12 MQ di questa pittura sono capaci di eliminare l’inquinamento prodotto quotidianamente da un’auto, “assorbendo” anche altri cattivi odori provenienti, ad esempio, dal fumo di sigaretta.

Insomma, quello che fino a pochi mesi fa era solo un incrocio caotico e irrespirabile della capitale italiana, oggi è diventato un polo di attrazione turistica grazie ad un’opera non solo meravigliosa, ma che si propone di accogliere visitatori, turisti e cittadini in un ambiente più salubre e vivibile per tutti.

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