Posso vendere casa con un inquilino?

Molti proprietari di casa possono ritrovarsi, per svariati motivi, a dover vendere una proprietà abitata – in affitto – da altri inquilini.

Una faccenda sempre spinosa perché può facilmente generare malcontenti e dissapori tra le due parti.

Il diritto di prelazione

A seconda della durata di un contratto di locazione, in generale (ma dipende anche dalla formula di registrazione) l’inquilino ha il vantaggio di poter giocare d’anticipo grazie al diritto di prelazione: in sostanza, se il locatario decide di vendere alla prima scadenza di contratto (e non possiede altri immobili ad uso abitativo, a parte la sua personale dimora) ha il dovere di chiedere espressamente prima al suo inquilino se ha intenzione di acquistare, comunicandogli le proprie intenzioni.

Dal canto suo, il conduttore ha tempo 60 giorni per formalizzare la propria decisione in merito; questo diritto, però cade quando il locatore non disdice il contratto di locazione con i 6 mesi di anticipo e la vendita, ovviamente, a quel punto dovrà seguire le tempistiche dell’affitto in atto.

In generale

In ogni caso, normativa a parte, è sempre una buona regola cercare la via che riesca a mettere tutti d’accordo nel modo migliore possibile.

Un conduttore ostile può diventare un vero problema per una vendita, poiché nulla gli impedisce di boicottare le visite di potenziali interessati, ad esempio, proponendo  ambienti disordinati e lerci oppure addirittura riportando cose non vere pur di dissuaderli. Al contrario, quando gli inquilini sono ben disposti, possono essere un’ottima guida per eventuali futuri acquirenti, spiegando – forse anche meglio di chi vende – ogni piccolo particolare della dimora in cui hanno abitato. Chi meglio di loro può fare da Cicerone?
Quindi, il consiglio è sempre di porsi nella maniera più rispettosa nei confronti degli attuali occupanti dell’immobile: anche se la normativa non lo pretende, meglio cercare di sentire in anticipo il loro parere, poiché non è impossibile che si rivelino proprio loro i futuri acquirenti! Inoltre, un’altra strategia amichevole può essere offrire un risparmio sulla quota mensile d’affitto, per dimostrare disponibilità nel ripagare lo “stress” ed il fastidio delle visite.

Infine, il preavviso è tutto, sia legalmente che moralmente: alla scadenza dei primi 3 o 4 anni, come visto, è necessaria una comunicazione con 6 mesi di anticipo che non solo dia validità alla procedura, ma anche il tempo necessario ai conduttori di trovare una soluzione alternativa (che, nel caso, può anche essere valutata insieme).

Insomma, vendere una casa affittata non deve per forza essere una tragedia, basta cercare l’approccio più giusto.

        

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