Storia delle 13 rampe di San’Antonio a Posillipo

Ci sono luoghi, nella città di Napoli, che sono veri e propri itinerari alternativi, scorciatoie che attraversano il cuore della città e che collegano, sorprendentemente ed inaspettatamente, posti che sembrerebbero anche parecchio lontani in linea d’aria.

Ma, si sa, quella partenopea è una realtà complessa, fatta di segreti e di misteri, di viuzze, vicoletti, strade e scalinate che si inerpicano sulle colline o scendono giù nelle viscere del tessuto urbano, permettendo di ammirare paesaggi unici e, soprattutto, di evitare grosse fette di traffico!

Tra queste meraviglie ci sono sicuramente le 13 rampe di Sant’Antonio a Posillipo, sconosciute ai turisti ma famosissime tra i cittadini (che le appellano “‘e tridici discese“), che le hanno viste elette più di una volta a scenario di spot pubblicitari e produzioni televisive importanti. Il motivo? Il panorama mozzafiato che sottopongono ai visitatori, la vera “cartolina di Napoli” nel senso più intimo possibile.

Ma qual è la storia di questo percorso alternativo così particolare?

Le origini: il viceregno spagnolo

Le rampe prendono il nome della chiesa santuario del luogo, dedicata proprio a Sant’Antonio.

La loro costruzione avvenne durante il viceregno spagnolo, fortemente voluta da Ramiro de Guzman duca di Medina de las Torres: a testimonianza, una lapide che riporta una iscrizione in latino posta sulla I rampa.

Il percorso venne fatto cominciare da Piazza Sannazaro, salendo verso l’attuale Posillipo per rendere l’itinerario più agevole a tutti coloro che si incamminavano verso il complesso religioso, all’epoca meta di pellegrinaggio. La chiesa, infatti, era stata fondata nel 1642 ma, inizialmente, i frati conventuali avevano edificato semplicemente una piccola metratura corredata di un mini-convento con la funzione di sanatorio. Solo successivamente si proseguì con l’ampliamento della strada e con la costruzione delle rampe; l’edificio religioso, nel frattempo, divenne santuario, allargando anche il convento. Sacrestia e campanile arrivarono ancora dopo: la prima venne cominciata nel 1750 e il secondo, con la sua bella cuspide in stile barocco, quattro anni dopo; il chiostro fu l’ultimo a vedere la luce, nel 1775, insieme al piazzale panoramico odierno che, invece, risale addirittura ai nostri anni ’70.

Le rampe sono fatte di strade strette ed impervie e curve a gomito, sono una messa alla prova perfetta anche per guidatori provetti ma, una volta discese, portano di fronte alla terrazza di Posillipo, con quell’iconico e spettacolare Vesuvio che troneggia sul mare che alberga in tantissimi scatti condivisi sui social.

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