Sconosciuta ai più, la Casa del Portuale è un edificio che si erge a Calata Marinella. Si trova nella zona est del porto di Napoli.
Commissionata nel 1968 dai lavoratori portuali della zona, è opera dell’ingegno dell’architetto Aldo Loris Rossi che, appena trentenne progettò l’opera.
Aldo Loris Rossi, nato nel 1933 e deceduto nel 2018, fu un vero e proprio progettista di strutture utopistiche. È stato architetto e docente di Progettazione alla facoltà di Architettura di Napoli. È noto per aver vinto, con la progettazione delle sue opere, numerosi concorsi, sia nazionali che internazionali.
La realizzazione della Casa del Portuale si colloca fra il 1968 ed il 1980. Probabilmente, i pochi che conosco questo edificio, lo avranno visto:
- Nel video musicale dell’artista napoletano Liberato, girato per il lancio della celebre canzone 9 Maggio. Nel video, sullo sfondo si erge la mastodontica struttura ormai preda dell’abbandono urbano
- Nella quinta stagione di Gomorra. Il personaggio di Genny Savastano, interpretato da Salvatore Esposito, promette ad Azzurra un appartamento nella struttura per riconquistare la sua fiducia. Esso rappresenta anche, nelle stagioni precedenti, il nuovo aeroporto che Savastano vuole aprire.
Si presenta quasi incastrato fra container, silos e binari merci della zona industriale della città. Da lontano può apparire un vecchio rudere di cemento abbandonato e decadente. Dall’alto invece ha le sembianze di una gigantesca nave con il ponte di comando e a fianco lo scafo. Quanto più ci si avvicina all’edificio, tanto più l’aspetto appare quello di un quadro astratto.
La struttura
L’idea architettonica principale, nelle creazioni di Aldo Loris Rossi, è quella di creare delle strutture fungenti da micro cosmi, micro città con all’interno tutto ciò che fosse necessario per una determinata classe lavorativa o sociale.
Il progetto prevede diverse soluzioni poste su più livelli: Al livello più basso gli elementi essenziali per la vita lavorativa portuale: gli uffici, le aree di servizio e le attrezzature. Altri uffici e ma soprattutto le abitazioni occupavano invece i livelli intermedi, in funzione residenziale e di riposo. I servizi di svago e break dal lavoro come il ristorante, si trovavano al livello più alto.
Le ampie superfici di cemento armato, si sviluppano attorno a dodici piloni ispirati ai silos circostanti l’edificio. Queste pile e hanno una doppia funzione: servono a sostenere il peso e a distribuirlo correttamente sulla base di appoggio dello stabile. Al loro interno, inoltre, sono ospitati gli impianti tecnici e le fondamentali strutture di collegamento verticale come ascensori o scale, che in ottica di verticalità, svolgono una funzione essenziale.
L’interno si presenta in egual modo innovativo nell’organizzazione dello spazio. Le forme moderne e ispirate ricordano talvolta un’astronave.
La situazione ad oggi
Nonostante la Casa del Portuale appaia come l’ennesimo edificio abbandonato e lasciato all’incuria del tempo, esso non è del tutto dismesso. Il primo piano, quello originariamente devoluto all’esercizio amministrativo non è più utilizzato. Le aree di ristoro, invece, sono ancora utilizzate da operai del porto e marinai.