Un gruppo di architetti riqualifica l’area di Capodichino

Napoli è una metropoli in continua evoluzione che, insieme alle sue province, riesce ad offrire ai suoi cittadini praticamente ogni tipo di realtà possibile: mare, laghi, montagna, collina, quartieri studenteschi, macro-aree luxury, intere frazioni dedicate al turismo (piene zeppe di monumenti, musei, installazioni) ed altre ai trasporti, mettendo a disposizione anche qualcosa che, in altre città, non esiste (come, ad esempio, la cumana o la funicolare).

In questo panorama urbano complesso, ma quanto mai completo, è naturale che alcune zone possano risentire della presenza di un grande carico di abitanti, di enormi fette di traffico fisse in parecchie ore della giornata o, peggio, della presenza costante di grandi mezzi di trasporto (come aerei e treni) che liberano nell’atmosfera circostante grosse quantità di inquinanti.

Tra queste, sicuramente, c’è Capodichino, l’area che ospita l’aeroporto internazionale della città, ubicato a circa 4 Km dalla Stazione Centrale.

Vantaggi e svantaggi della modernità

Vincitore di numerosi award, Capodichino è un vanto per la città di Napoli, collegandosi a tutti i principali aeroporti europei e offrendo un nutrito parco di destinazioni verso tutta l’Europa (e non solo). Inoltre, dal 2017, ospita un “Capsule Hotel” per i viaggiatori, pur trovandosi in una zona che resta, in ogni caso, densamente popolata.

Tutti questi motivi hanno portato a considerare proprio questo nucleo cittadino come destinatario per una riqualificazione urbana a sfondo ecologico.

Il progetto Eco-Luoghi e l’intervento di In-Nova Studio

Quello di Eco-Luoghi è un progetto promosso da Mecenate90, una associazione senza scopo di lucro operante da, ormai, oltre 25 anni, offrendo consulenza e assistenza tecnica nei settori preposti alla valorizzazione e gestione dei beni culturali e dello sviluppo turistico locale. La sua mission è fornire servizi alla Pubblica Amministrazione per favorire processi di innovazione organizzativa e gestionale, di partenariato pubblico-privato e di sviluppo locale partecipato.

In particolare, quest’anno la Onlus ha messo in piedi il consulto del 2018 insieme al Ministero dell’Ambiente e Unioncamere, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura di Roma Tre, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e il sostegno di FederlegnoArredo, per stimolare progetti di riqualificazione architettonica e ambientale.

Nel tema progettuale della rigenerazione urbana, per la città di Napoli è stata inclusa proprio la zona di Capodichino, dove, come abbiamo visto, è concentrato un altissimo consumo di suolo e un alto impatto di agenti inquinanti.

La “commessa” è stata raccolta da In-Nova Studio, un gruppo di lavoro composto da tre giovani architetti partenopei che si sono avvalsi anche dell’aiuto di altri due professionisti: Marilena Prisco e Gaetano Gentile.

Il progetto vincitore mirerà a riqualificare i cosiddetti “elementi verticali” (recinti, terrapieni infrastrutturali, muri etc) orientandosi ad un modello socio-ecologico.

Gli spazi pubblici, insomma, saranno studiati e riprogettati per assumere la connotazione di aree verdi. Si prevede, infatti, la costruzione e messa in opera di un sistema di fitodepurazione a parete che si occupi di filtrare l’aria dagli inquinanti e, contemporaneamente, di nutrirsi attraverso il riciclo dell’acqua piovana, incanalata a dovere dai tetti degli edifici o da altre aree impermeabilizzate.

L’idea, poi, è di espandere questo concetto ad orti urbani pubblici e giardini didattici.

Insomma, una soluzione intelligente, ecologica e di grande impatto anche a livello sociale, perché capace di restituire ai cittadini delle intere aree “martorizzate”, rendendole non solo finalmente fruibili ma anche potenziale risorsa del futuro

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