Il Ministero dello Sviluppo Economico chiarisce: “non esiste nessuna tassa sui condizionatori”

Il caldo opprimente di questi ultimi mesi ha messo gli italiani di fronte ad un bivio: fuggire al mare appena se ne ha avuta  l’occasione o, accendere i condizionatori d’aria. Al giorno d’oggi infatti, almeno otto case su dieci sono dotate di condizionatori: cosa che ha contribuito al diffondersi a macchia d’olio dell’allarmismo inerente all’entrata in vigore di una nuova tassa, che colpirebbe proprio quest’ultimi.

Ma, come spesso accade per notizie  di questo genere ci sarebbe stato “ tanto rumore per nulla” in quanto, le voci inerenti all’entrata in vigore di questa nuova tassa, sarebbero nate dalla cattiva interpretazione dei vincoli che regolano il libretto d’impianto per i condizionatori e per le caldaie che, dal 2014, deve essere obbligatoriamente in possesso di proprietari ed amministratori di condominio.

Tale libretto, stando alla normativa europea che ne ha disciplinato l’entrata in vigore per regolare l’emissione di anidride carbonica, deve necessariamente accompagnare tutti gli impianti di aria calda/fredda, che superino i 12Kw: richiedere il libretto, può costare dai 100€ ai 200€ a seconda del tipo e dei componenti che vanno a formare l’impianto.

Da qui la nascita dell’equivoco, che ha portato alle voci sulla “tassa sui condizionatori”

Viste le tante chiacchiere e malumori, che questa “voce di corridoio” ha alimentato, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pensato bene di chiarire la situazione attraverso una nota, nella quale evidenzia i seguenti punti focali :

  • Non esiste nessuna tassa sui condizionatori d’aria domestici e questi non sono soggetti all’obbligo del libretto.
  • Solo gli impianti in grado di raffreddare ambienti di dimensioni pari o superiori ai 160 mq ( alberghi, condominii ecc…) sono soggetti a controlli periodici e all’obbligo della certificazione.
  • Tali controlli servono per accertare che gli impianti rispettino le norme in materia di efficienza energetica e, che non siano dannosi per l’ecosistema ossia, che non emettano nell’ambiente quantitativi dannosi di anidride carbonica.

 

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