La storia di Napoli raccontata dalle statue di Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito è di certo il luogo più rappresentativo di Napoli. Nata come Largo Palazzo, la monumentale piazza ha assistito al passaggio di re e regine, e allo svolgersi di grandi eventi storici. Alcune testimonianze del suo illustre passato sono presenti  nel suo nome, che  fu scelto dopo il plebiscito del 21 ottobre 1860, che decretò l’annessione del Regno delle due Sicilie al Regno di Sardegna, nei diversi palazzi che la compongono e nelle famosissime statue, soggetto preferito del folklore napoletano.

Chi rappresentano le statue di Piazza del Plebiscito ?

A Piazza del Plebiscito a Napoli è possibile individuare quattro grandi edifici:  il Palazzo Salerno e Il Palazzo della Prefettura, ai lati, la Chiesa di San Francesco di Paola e il Palazzo Reale, il più emblematico tra tutti. La costruzione del Palazzo si deve al  vicerè Fernando Ruiz de Castro conte di Lemos, che lo commissionò al fine di ospitare i sovrani di Spagna, che sarebbero dovuti arrivare in visita: cosa che non successe mai.

Il Palazzo, durante i gli anni, subì una serie di ristrutturazioni che ne hanno un misto di diversi stili artistici, ognuno dei quali  ha dato alla struttura una caratteristica peculiare, tra cui la  costruzione di 19 arcate. Queste erano presenti sulla facciata principale del Palazzo, e la più grande fungeva da ingresso ma, gli spazi vuoti, minavano la stabilità dell’edificio. Per questo l’architetto Luigi Vanvitelli decise di chiuderle, ricavandone così otto nicchie. Nel 1888 poi, il Re Umberto I decise di riempire le nicchie con delle statue commissionate a diversi scultori, rappresentanti i capostipiti delle dinastie che avevano regnato in città.

Partendo da sinistra abbiamo:

  1. Ruggiero II, il primo vero re di Napoli
  2. Federico II di Svevia, fondatore dell’Università di Napoli
  3. Carlo I D’angio, fondatore del Regno di Napoli
  4. Alfonso V D’Aragona, re dell’unificazione di Sicilia e Napoli, dell’umanesimo e della cultura, a cui si devono la realizzazione di numerose chiese monumentali, e il riconoscimento del napoletano come lingua
  5. Carlo V D’Asburgo conosciuto come Carlo VII a Napoli.
  6. Carlo III, monarca illuminato
  7. Gioacchino Murat, che ha governato a Napoli con la moglie Carolina Bonaparte rappresentando la dinastia napoleonica.
  8. Vittorio Emanuele II, la cui dinastia non ha mai governato il Regno di Napoli, ma l’Italia intera

Tutte insieme, sono le protagoniste della curiosa storiella su “chi ha fatto la pipi”, che da anni circola per i vicoletti napoletani.

Parlando di statue di Piazza di Plebiscito e di storielle, di certo non si può non menzionare i due bronzi equestri, comunemente chiamati a Napoli “i cavalli” o le “statue dei cavalli“.

Da secoli al centro di famose leggende e del noto gioco “dei cavalli”, queste raffigurano Carlo III e suo figlio Ferdinando, e sono state create da Canova e da Calì – un suo allievo – per celebrare il ritorno dei Borboni a Napoli, dopo il breve regno napoleonico. Quello che non tutti sanno, è che il progetto originale prevedeva che proprio in quel luogo fosse costruita una statua di Napoleone.

Altre tre statue significative sovrastano l’ingresso della chiesa di San Francesco di Paola. Ponendosi al centro della piazza, ed alzando gli occhi verso il timpano sorretto dalle sei colonne doriche, è possibile vedere a destra la statua di Ferdinando I, a cui si deve la costruzione della Chiesa, al centro in alto abbiamo la Religione e a sinistra San Francesco di Paola. La Chiesa fu a lui dedicata in quanto, Ferdinando I, credeva che fosse stato proprio il santo ad avergli ridato il regno, dopo la parentesi napoleonica.

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