Chi paga i lavori in una casa in affitto?

La divisione delle spese per i lavori di straordinaria e ordinaria amministrazione, senonché di eventuali miglioramenti, sono fonte di perplessità per moltissimi inquilini, che spesso preferiscono vivere in condizioni non proprio “ottimali”, pur di non rischiare di perdere i propri soldi. In una sentenza di questo giugno, la Corte di Cassazione ha pensato bene di fugare ogni dubbio,  spiegando la differenza che c’è, in tema di rimborsi, tra la manutenzione dell’appartamento in affitto, i lavori di riparazione, i miglioramenti, le addizioni, le innovazioni.

Vediamo il tutto

1# Deterioramenti da uso

L’uso quotidiano di una cosa comporta il suo naturale deterioramento e, la casa con tutti i suoi accessori, di certo non fa eccezione. Quindi, le riparazioni di ordinaria amministrazione dipendenti da questo ricadono sul conduttore mente, se i vari “danni” riguardano cose rovinate dal tempo, è il proprietario a doversene occupare

2# Guasti

 

Nel caso di guasti all’interno dell’appartamento – si pensi alle infiltrazioni o alla rottura di impianti elettrici o idrici – la riparazione spetta al padrone di casa. Se questo non adempie ai suoi obblighi l’inquilino può citarlo in giudizio e, nel caso in cui il guasto renda inutilizzabile l’appartamento, può recedere da contratto.

Se il locatore non potesse essere rintracciato, di fronte all’urgenza delle riparazioni l’inquilino può eseguirle con i propri soldi per ottenere in seguito un rimborso: è bene che comunichi quanto prima al locatore l’intenzione di procedere con le riparazioni, anche se il mancato avviso non comporta la decadenza del diritto al rimborso.

3# Miglioramenti

L’inquilino può eseguire lavori che rendano più godibile l’appartamento, senza  modificare la destinazione d’uso. Si tratta degli interventi che aumentano la qualità o il valore economico, e il conduttore non ha diritto al rimborso a meno che non siano stati espressamente autorizzati dal locatore.

4# Addizioni

Con addizioni di intendono quei miglioramenti che, pur se uniti al bene non fanno strettamente parte di questo: tende da sole, gazebo e così via. In questo caso il locatore può decidere di trattenerle, pagando all’inquilino un’indennità pari alla minor somma tra l’importo della spesa e il valore delle addizioni al tempo della riconsegna. Se, invece, non sono separabili senza arrecare danno all’immobile, si pensi all’impianto dell’aria condizionata, il locatore ne diventa proprietario senza obbligo di rimborso

 

        

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