La storia del Borgo di Marechiaro a Napoli

Marechiaro è un piccolo borgo che si trova nel quartiere Posillipo a Napoli. Anticamente il borgo prendeva il nome dalla chiesa Santa Maria del faro li presente, successivamente questo fu cambiato, e non per merito della limpidezza delle acque come molti credono. In alcuni documenti risalenti al periodo Svevo, la zona viene chiamata “mare planum”  tradotto in napoletano mare chianu, da cui l’odierno toponimo. Negli anni sessanta i borgo è stato uno dei simboli maggiori della “dolcevita”, famoso per essere la meta preferita dalle star hollywoodiane, per il suo scoglione, per i suoi tipici ristornati, che godono di una stupenda vista sul golfo di Napoli e non solo…

La Fnstell di Marechiaro

« Quanno spónta ‘a luna à Marechiare, pure li pisce nce fanno a ll’ammóre… »

Chi è che non conosce queste parole? La composizione del poeta scrittore napoletano Salvatore Di Giacomo è famosa in tutte il mondo e, a distanza di tempo, quella che fu la sua fonte d’ispirazione per quella che è una delle più celebri canzoni napoletane è ancora li.
Leggenda vuole che, Di Giacomo, fu spinto a comporre la canzone dopo aver visto “a fenestrella”, una piccola finestra sul cui davanzale c’era un garofano.

Tale finestra, con tanto di garofano sempre fresco, può essere ammirata tutt’oggi: solo che ai giorni nostri è adornata da una lapida in marmo bianco, son sopra inciso lo spartito della canzone, e il nome dell’autore.
In tutto, l‘Archivio della Canzone Napoletana ha registrato l’esistenza di più di duecento canzoni, dedicate al Borgo di Marechiaro, e alla celeberrima finestra.

Il Palazzo degli spiriti a Marechiaro a Posillipo

La fnstella è forse l’attrattiva più famosa del Borgo di Marechiaro ma, non di certo l’unica. Scoperto nel 1840, dal regio ingegnere Guglielmo Bechi, il Palazzo degli Spiriti a Marechiaro è uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi dell’intera città,

Fatto costruire dal liberto Publio Vedio Pollione, prese ben presto il nome di «Domus praestigiarum» cioè «casa delle stregonerie».
Secondo la leggenda popolare, la villa è abitata da spiriti e fantasmi antichi e ne sono testimoni i vecchi pescatori e marinai di Marechiaro che ne hanno alimentato l’aurea spettrale.

Secondo le loro testimonianze, proprio di notte si sente un dolce lamento provenire da una figura luminosa che suona la cetra. Gli osservatori più attenti giurano che la stessa figura intoni poesie, rigorosamente in latino.
Tutti sanno che, il famosissimo poeta Virgilio, aveva aperto nei pressi della Gaiola la sua celebre scuola…che si tratti proprio di lui?

 

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