Cos’è il Diritto di Abitazione

Il Diritto di abitazione è disciplinato dal codice civile all’articolo 1022 che recita: “Chi ha il diritto di abitazione di una casa può abitarla limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia.”

Il diritto in oggetto si sostanzia, dunque, in un diritto reale che permette al beneficiario, alla sua famiglia e a chi presti servizio presso di lui, di usufruire del bene immobile di un altro soggetto, utilizzandolo come luogo di abitazione, per un periodo di tempo.

La costituzione del diritto di abitazione può avvenire sia con la costituzione di un contratto, ma anche a seguito di usucapione dell’immobile oppure volontà testamentaria del proprietario.

Ci sono altri casi in cui è la legge a prevedere la spettanza del diritto di abitazione, come nel caso del coniuge del defunto in caso di successione ereditaria o in caso di provvedimento del giudice a seguito di separazione o divorzio per l’affidamento dei figli al coniuge.

Diritti e doveri

Il beneficiario prende il nome di habitator e, a fronte del diritto di stabilirsi e permanere nell’immobile per tutta la durata concessagli, dovrà anche prendersi carico di tutte le incombenze fiscali e onerose della casa, compreso il pagamento dell’IMU.

Potrà anche avere residenza altrove. Il diritto di abitazione non è incompatibile con la residenza in un altro immobile. Per poter essere valido, tuttavia, non dovranno trascorrere vent’anni dall’abbandono della casa.

Il diritto non può essere illimitato e dunque necessita di un termine temporale. In più le cause di estinzione possono essere molteplici: dal decesso dell’habitator alla sua formale rinuncia, dalla prescrizione all decadimento fisico del bene.
Ancora se sarà stato il giudice a disporre di tale diritto, potrà essere egli stesso a revocarlo tramite sentenza o ordinanza.

Il beneficiario è tenuto a restituire il bene nelle condizioni in cui è stato messo in condizioni di goderne.
Esiste il caso in cui il soggetto titolare del diritto di abitazione e del diritto di proprietà sullo stesso bene convergono: è il caso della consolidazione, ossia il caso in cui l’habitator acquisti il bene oggetto del suo diritto reale.

Differenze con l’usufrutto

Per quanto possano apparire molto simili, diritto di abitazione ed usufrutto non sono la stessa cosa. I limiti per il diritto di abitazione sono molto più stringenti. Ad esempio:

  • il bene immobile può essere solo una casa in cui vivere
  • il beneficiario può essere solo una persona fisica e non anche una persona giuridica.
  • il beneficiario non può utilizzare l’immobile al fine di ricavarci un profitto.

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