Palazzo Cellammare: storia e curiosità

  • di Daniela de Cicco
  • 4 anni ago
  • Napoli
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Realizzato nel XVI secolo, il palazzo Cellamare è uno dei tanti edifici storici situati nel capoluogo partenopeo. Per essere ancora più precisi, la struttura sorge nel famoso quartiere San Ferdinando, in pieno centro storico. Noto anche con il nome di Palazzo Francavilla, l’edificio è caratterizzato da una storia legata a filo doppio con quella della città. Andiamo insieme alla scoperta di questa struttura.  

Palazzo Cellamare: la storia

La struttura è stata costruita sulle memorie delle Grotte Platamonie, note anche con il nome di Grotte del Chiatamone, sulle quale vennero anche realizzate le prime abitazioni di Palepolis. Proprio sotto il palazzo si trovano ancora i resti delle antiche cavità tufacee, che venivano utilizzate per reperire i materiali per la costruzione di vasche e condotti idrici, che a loro volta servivano ad annaffiare i giardini della villa.

L’origine dell’edificio risale ai primi decenni del 1500. In particolare, la sua realizzazione si deve all’abate di Sant’Angelo di Atella Giovanni Francesco Carafa, che divenne anche il proprietario della struttura. Nel 1531, il palazzo passò nelle mani del nipote di Carafa, Luigi Carafa, il quale fece apportare, tramite l’architetto Ferdinando Maio, una serie di modifiche all’intero edificio all’insegna di uno stile più moderno. Il palazzo poi, durante le insurrezioni capeggiate da Masaniello, venne preso d’assalto dai rivoluzionari, per poi diventare, nella seconda metà del Seicento, un lazzaretto per i malati di peste. Diverrà di proprietà dello Stato a seguito della morte dell’ultimo Principe di Stigliano. 

Fu nuovamente riacquistato durante il settecento dal Duca Genovese Antonio Giudice, principe di Cellamare e Duca di Giovinazzo. Questi affidò all’architetto Giovan Battista Manni una serie di lavori di ammodernamento dell’intera struttura. Il fratello di Antonio, Nicola Giudice affidò invece a Ferdinando Fuga il compito di far realizzare un portale di ingresso al cortile in stile barocco, oltre che ad una serie di ulteriori opere. Nel 1727 invece venne realizzata la cappella della Vergine del Carmelo da parte di Giovan Battista Nauclerio.

Ma il periodo d’oro, quantomeno dal punto di vista architettonico, si ebbe nella seconda metà del settecento, quando la struttura, passata nel frattempo nelle mani del Principe di Francavilla, Michele Imperiali, venne abbellita con bellissime decorazioni delle sale, fatte di scene mitologiche e allegoriche. Le opere vennero realizzate da diversi artisti importanti dell’epoca tra cui Fedele Fischietti, Giacinto Diano, Giacomo del Po e Pietro Bardellino. 

Inoltre, in questo periodo il palazzo divenne spesso sede degli incontri dell’alta società napoletana. Infatti, il principe Michele Imperiali era solito organizzare feste e ricevimenti invitando alta personalità dell’epoca. Alla fine del Settecento il palazzo divenne di proprietà di Francesco Caracciolo, principe di Villa, a seguito di un matrimonio senza eredi del precedente proprietario. Caracciolo sposò Eleonora Giudice, ma i due divennero proprietari legittimi solo nel 1822. Oggi il palazzo si presenta con un aspetto decisamente di diverso rispetto al passato. I suoi bellissimi giardini infatti sono stati eliminati nel corso del secolo passato a causa di lavori di riorganizzazione urbana dell’intera area.  

Le curiosità di Palazzo Cellamare

Abbiamo visto come per la realizzazione di questa struttura i proprietari si siano affidati a molti artisti importanti di varie epoche. In effetti, il palazzo è noto per essere stato spesso la dimora di artisti celebri. Oltre a quelli già citati, vanno aggiunti anche nomi quali Torquato Tasso, Giacomo Casanova, Renato Caccioppoli e Caravaggio. Quest’ultimo abitò in questa struttura poco prima di morire. 

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