Napoli è una città ricca di sorprese. Quando sembra di conoscerla fino in fondo, proprio allora emerge qualche altro particolare che la rende ancora tutta da scoprire. D’altronde, è una città con una storia millenaria e, di conseguenza, con una cultura sedimentatasi nel corso dei secoli che è possibile ammirare in ogni angolo.
Tra i luoghi di interesse culturale più noti della città c’è sicuramente il chiostro di San Gregorio Armeno. Molti però non conoscono a fondo le bellezze artistiche che si possono trovare al suo interno, come ad esempio i bellissimi affreschi oppure la fontana di Cristo con le due statue che la circondano, di cui ci occuperemo oggi in questo articolo. Si tratta di due elementi architettonici in pieno stile barocco realizzati dal pittore e scultore Matteo Buttiglieri. Negli anni, le statue sono state anche danneggiate da un terremoto, tant’è vero che oggi la scultura che raffigura Gesù si presenta in modo molto diverso rispetto all’origine.
Il chiostro di San Gregorio Armeno
Prima di vedere nel dettaglio le opere, scopriamo meglio la struttura del chiostro. In effetti, descrivere l’intero complesso in un unico articolo è molto complicato, data la presenza di una quantità di opere d’arte immensa. Meriterebbero di essere approfondite le tavole di Teodoro il Fiammingo o quelle di Pacecco De Rosa, così come dovrebbero essere menzionati gli affreschi di Luca Giordano e i quadri di Paolo De Matteis.
Ad ogni modo, l’origine della struttura non è ancora nota, anche se alcune fonti scritte ne testimoniano la presenza già prima dell’XI sec. In particolare, il chiostro viene menzionato in un documento politico dell’epoca. In origine, il chiostro era uno spazio verde adibito ad otto, ma dopo il Concilio di Trento, furono apportate numerose modifiche. In particolare, la vecchia chiesa venne sostituita con una nuova struttura, il chiostro appunto.
Ulteriori lavori di ristrutturazione, che modificarono notevolmente il volto della struttura, vennero avviati nel 1664. Nel 1922, a seguito dell’abolizione della clausura, il chiostro venne aperto anche al pubblico.
La fontana di Cristo e la Samaritana
Siamo arrivati finalmente ai protagonisti principali del nostro articolo, ovvero la fontana di Cristo e la Samaritana. Si tratta di due opere realizzate tra il 1732 e il 1734 dall’artista Matteo Bottiglieri. Allo scultore si devono molte opere d’arte dell’epoca, come ad esempio il Cristo morto del 1724, situato attualmente nella cripta del Duomo di Capua, oppure le statue di Gedeone e Giosuè realizzate nel cappellone di Sant’Ignazio nella Chiesa del Gesù Vecchio. Ma Bottiglieri è ricordato soprattutto per essere stato uno degli artefici della Guglia dell’Immacolata. In particolare, allo scultore si deve la realizzazione delle statue di Sant’Ignazio, San Francesco Borgia, San Francesco Saverio e San Francesco in Regis.
Tornando alle opere del chiostro, la badessa Violante Pignatelli commissionò prima al marmoraro Gaetano Lamberti la realizzazione di una serie di elementi, ma fu poi Bottiglieri a collocare le statue su ispirazione del racconto del Vangelo di Giovanni, dove Cristo, giunti nella città di Samaria, si siede vicino alla fonte di Giacobbe e chiede da bere ad una Samaritana, violando però due regole, quella di rivolgersi ad una donna in pubblico e la richiesta di acqua ad una Samaritana da parte di un giudeo. La donna però riconoscerà in Gesù il messia tanto atteso e ne darà notizia della sua presenza a tutta la città.
L’opera è un vero e proprio capolavoro. La fontana rappresenta infatti il pozzo di Giacobbe e sono altresì rappresentati tutti i simboli dell’unità formale cristiana. Per quanto riguarda le statue, quella del Cristo, la più alta tra le due, è rappresentata con un volto severo ma pronto al perdono, mentre invece la Samaritana è raffigurata come colta dallo stupore, caratterizzata al contempo da un abito tipico dell’epoca. Particolare è anche la posizione della statua del Cristo, situata in modo che le monache potessero vederla da ogni parte.