Attestato Prestazione Energetica (APE): cos’è e a cosa serve

Per vendere casa è necessario avere l’APE, attestato di certificazione energetica. Ecco cos’è, a cosa serve e come fare per ottenerlo

L’ APE, Attestato di Prestazione Energetica è uno di quei documenti che sono fondamentali per vendere casa. Se hai una casa in vendita consulta la nostra guida su come vendere casa in fretta e scopri quali sono i documenti necessari alla vendita.

APE, Attestato Prestazione Energetica: cos’è

L’APE, attestato di prestazione energetica è una “targa” che racchiude tutte le caratteristiche energetiche dell’immobile: essere in possesso di questa certificazione è necessario per vendere casa.

L’APE si misura attraverso l’analisi di una serie di caratteristiche che riguardano l’immobile, i consumi, la produzione di acqua calda, gli impianti di riscaldamento e raffrescamento; esso contiene anche i dati catastali dell’immobile. L’APE può essere redatto solo da un tecnico abilitato, e permette di individuare l’Indice di Prestazione Energetica (IPE), che è necessario a stabilire la classe energetica dell’immobile.

In fase di vendita questo attestato deve essere disponibile per il potenziale acquirente, e una volta stipulato il contratto di acquisto dell’immobile l’APE va rilasciata al nuovo proprietario.

Certificazione energetica in caso di locazione

La domanda che molti si fanno è: l’APE è necessario anche quando l’immobile non è in vendita ma in affitto? La risposta è sì: la procedura è sempre la stessa, ovvero l’APE deve essere messo a disposizione del locatario in fase di trattativa e deve essergli rilasciato dopo la firma del contratto di locazione.

L’APE è inoltre necessaria anche in caso di donazione di un immobile. L’APE è necessario anche quando si stipula un contratto breve di affitto, per esempio di una casa vacanza.

L’IPE: indice di prestazione energetica

L’Indice di Prestazione Energetica che si ricava dall’APE serve come abbiamo detto a classificare energeticamente l’immobile. L’IPE va indicato anche all’interno degli annunci di vendita o affitto, in maniera chiara e visibile: anche la sua omissione infatti prevede sanzioni amministrative per il venditore o il locatore, da 500 a 3mila euro.

APE e ACE: quali sono le differenze?

L’APE è una novità introdotta dalla legge 90/2013 al posto del precedente ACE (Attestato di Certificazione Energetica): la differenza tra il vecchio attestato e quello nuovo consiste essenzialmente in una maggiore complessità della seconda, che terrà conto di un maggior numero di parametri, come quelli riguardanti la climatizzazione invernale.

In quali casi l’APE non è necessario?

Molti fabbricati non necessitano dell’APE in allegato al contratto di vendita o di affitto. Ecco in quali casi c’è questo esonero:

  • Fabbricati isolati con una superficie inferiore a 50 mq
  • Fabbricati industriali e artigianali riscaldati per esigenze di processo produttivo (esempio: una serra)
  • Fabbricati agricoli non residenziali sprovvisti di impianti di climatizzazione
  • Edifici adibiti a luoghi di culto
  • Manufatti qualificati come ruderi
  • Edifici che non prevedono l’installazione di sistemi tecnici (box, cantine, autorimesse, depositi, strutture stagionali a protezione di impianti sportivi
  • Edifici non adibiti a uso abitativo come garage, depositi, locali contatori, legnaie, stalle, cantine, centrali termiche etc.
  • Fabbricati al grezzo e al rustico, cioè privi di involucro edilizio o comunque di rifiniture e impianti
  • Edifici marginali (portici, legnaie etc.)
  • Edifici inagibili o in disuso

Cosa succede se l’APE non è allegato al contratto?

In tutti gli altri casi di vendita, donazione o locazione di un immobile, anche per brevi periodi, possedere e allegare al contratto l’APE è sempre necessario. Cosa accade altrimenti?

Qualsiasi atto di vendita, di donazione o di locazione di un immobile stipulato senza l’APE in allegato è considerato nullo. La nullità dell’atto in caso di mancanza dell’APE è assoluta, e può essere fatta valere da chiunque, anche rilevata di ufficio dai giudici.

L’acquirente rischia dunque di trovarsi in mano un atto di compravendita non valido, mentre il proprietario che non fornisce l’APE insieme alla documentazione relativa alla vendita dell’immobile può andare incontro a una sanzione amministrativa dai 3mila ai 18mila euro; in caso invece di affitto dell’immobile senza APE, il proprietario rischia una sanzione da 300 a 1800 euro.

Cosa fare in caso di lavori di riqualificazione energetica

L’APE deve essere rifatto in caso di lavori di riqualificazione o ristrutturazione che modificano la prestazione energetica dell’immobile, come sostituzione di infissi, ammodernamento degli impianti, posa di un nuovo isolante, sostituzione della caldaia etc. In questo caso è necessario chiamare nuovamente un tecnico per farsi redigere l’attestato, che sarà necessario in caso di vendita o di locazione dell’immobile.

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