CILA in sanatoria: cos’è e a cosa serve

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Nota anche con il nome di CILA tardiva, la CILA consiste nella comunicazione da inviare al comune di appartenenza nel momento in cui si effettuano dei lavori senza darne comunicazione allo stesso. Si tratta di una disciplina regolamentata dalla legge e in questo articolo, oltre a capire come funziona, vedremo anche quali sono le sue caratteristiche. 

CILA in sanatoria: cos’è e a cosa serve 

La CILA sanatoria consiste in pratica in una multa che consente di regolarizzare abusi minori derivanti da lavori di manutenzione straordinaria che però non sono stati già comunicati. Serve quindi in tutti quei casi in cui si effettuano modifiche non strutturali o di volume di un immobile. Rientrano in tale categoria la realizzazione di porte, la ristrutturazione di impianti elettrici, la realizzazione di tramezzature, la costruzione di servizi igienici, il frazionamento dell’immobile o l’accorpamento di più immobili. Non possono essere sanati invece gli interventi su componenti strutturali, per le quali serve un permesso specifico o la SCIA in sanatoria. È il caso ad esempio della realizzazione di verande o tettoie.

La CILA non va confusa con il condono edilizio, che rappresenta una concessione statale per chi viola norme urbanistiche, mentre invece nel primo caso si tratta di un procedimento amministrativo relativo ad opere sprovviste di permessi. Per poter effettuare la CILA in sanatoria è necessario affidarsi ad un architetto, un geometra o un ingegnere, incaricato di raccogliere tutti i documenti relativi all’immobile, come ad esempio i precedenti edilizi. I tempi necessari per accedere all’insieme dei documenti variano in base al comune. In genere, si varia tra i 20 giorni e i 3 mesi. Inoltre, è compito del tecnico scelto effettuare anche dei rilevamenti relativi alle condizioni attuali dell’immobile, valutando anche la morfologia del luogo. Dopodiché, deve presentare la CILA al Comune di appartenenza. 

Quanto costa la CILA in sanatoria 

Il costo della CILA in sanatoria comprende quello relativo all’onorario del tecnico professionista e quello relativo alla multa. Il primo è un costo variabile e dipende da molteplici fattori, tra cui la dimensione dell’abitazione o il numero di sopralluoghi effettuati. Il costo della multa è fisso e si attesta a 1000 euro, che si riducono a 333 euro se i lavori non sono ancora terminati. Inoltre, bisogna prendere in considerazione anche il costo dell’aggiornamento catastale effettuato tramite DOCFA.

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