Come si legge una visura catastale

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Leggere una visura catastale non è sempre semplice: i dati e le informazioni da consultare infatti sono molteplici. Proprio per questo motivo, in questo articolo cercheremo di capire come leggere le varie voci. Prima, però, cerchiamo di capire cos’è nello specifico una visura catastale.

Visura catastale: cos’è

Per visura catastale si intende il documento al cui interno vi sono tutti i dati di un immobile, sia fiscali che relativi alla proprietà. Si può infatti definire come un vero e proprio documento di identità dell’immobile.

La misura deve essere richiesta presso il catasto, che è l’organo dell’Agenzia del Territorio. La richiesta può essere fatta anche on-line oppure può essere delegata a terze persone. Gran parte dei dati della visura catastale derivano dalla planimetria

I dati contenuti nella visura

All’interno della visura catastale ordinaria ci sono l’indirizzo, il nome dei proprietari o del proprietario, la zona censuaria, la rendita catastale, gli identificativi catastali, la classe catastale, gli estremi dell’atto di provenienza, la cronistoria dei passaggi nella visura catastale storica e la superficie dell’immobile espressa in metri quadrati o vani. 

Come si legge una visura catastale

Vediamo quindi come si legge una visura catastale. Innanzitutto, il documento consiste in un foglio formato A4 a stampo orizzontale, nella cui parte alta troviamo il logo dell’Agenzia del Territorio, la data dell’ultimo passaggio dei sistemi informatizzati e, a destra, la data e l’ora della richiesta di copia di chiusura. 

Sotto possiamo trovare i dati relativi al territorio di riferimento e i dati catastali della casa.  Nello specifico, sono riportate quattro colonne: la prima indica la sezione urbana, la seconda il foglio, la terza la particella, mentre invece la quarta il subalterno.

Sempre all’interno della tabella si trova poi la voce relativa alla zona censuaria, indicata con le lettere “ZC”. Segue poi un elemento molto importante della visura, consistente nella categoria catastale, che indica la tipologia a cui appartiene l’immobile. In particolare, le categorie principali sono le seguenti:

  • A/1: immobili di pregio;
  • A/3: abitazioni normali;
  • A/4: abitazioni popolari;
  • C/6: autorimesse;
  • C/2: magazzini. 

C’è poi la classe catastale, nella quale si trovano le caratteristiche dell’immobile e la potenziale redditività, e la consistenza catastale, che indica le dimensioni dell’immobile e che è espressa o in vani catastali oppure in un’unità di misura. 

La rendita catastale 

Passiamo ora ai dati fiscali e, in particolare, alla rendita catastale, con la quale calcolare il valore catastale, ovvero il valore su cui si calcola l’imposta di registro nelle compravendite. L’ultima tabella indica invece il protocollo relativo all’ultima variazione catastale.

Dati di provenienza e del proprietario

Seguono poi i dati relativi alla provenienza e al proprietario. In particolare, sotto alle citate tabelle abbiamo, nella prima riga, le annotazioni, mentre nella riga successiva troviamo invece l’indirizzo dell’immobile. È fondamentale controllare che tutti i dati inseriti siano corretti. Come dicevamo, ci sono infine anche i dati del proprietario. 

Visura catastale storica: come si legge 

La visura catastale storica ha le stesse caratteristiche di una visura normale. L’unica differenza risiede nella quantità di pagine, che in questo caso risultano essere di più.

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