Tufo giallo napoletano: dove nasce il legame tra il materiale e la città

  • di Daniela de Cicco
  • 4 anni ago
  • Napoli
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Il  legame tra il tufo giallo e la città di Napoli deriva dalla particolare conformazione del  capoluogo partenopeo.

Napoli infatti sorge in una depressione strutturale come quella della Piana Campana ed è circondata da una zona di intensa attività vulcanica che fa capo ai Campi Flegrei

L’attività vulcanica dei Campi Flegrei  è iniziata circa 150.000 anni fa e gli ultimi episodi eruttivi si sono verificati ad Ischia nel 1301 ed a Pozzuoli nel 1538 con la formazione del Monte Nuovo.

In seguito a questa attività si sono formati i cosiddetti Tufi Gialli Stratificati  come i vulcani del Gauro, Miseno e Nisida, Mofete.

Il tufo si ritrova anche nei prodotti dei vulcani di Baia,Fondi di Baia, M. Spaccata, S. Martino, Agnano, Astroni e Averno.

Come è nato il tufo giallo napoletano?

Il Tufo Giallo Napoletano è un materiale che presenta un peso basso specifico, caratteristica  attribuibile all’elevata porosità conseguente alla rapida degassazione dei flussi piroclastici provenienti dal distretto vulcanico flegreo.

Questo tipo di roccia gode di una straordinaria capacità di isolamento termico e di controllo dell’umidità.

Queste speciali caratteristiche derivano sia dalla struttura vacuolare dell’ammasso roccioso che dalle proprietà di adsorbimento delle zeoliti, particolari minerali presenti nel tufo.

La particolarità dei zeoliti è l’assorbimento e il rilascio di molecole d’acqua che rendono il tufo freddo durante i periodi caldi e caldo nei periodi freddi.

Questi fenomeni fisici/chimici  fanno del tufo un ottimo isolante termico consentendo di avere minime variazioni di temperatura e di umidità degli ambienti.

Dove ritroviamo il tufo napoletano?

Il tufo è un materiale che è stato utilizzato fin dai tempi più antichi dalle antiche civiltà insediatesi a Napoli per ricreare degli straordinari assetti abitati, che la città conserva ancora oggi in perfetto stato come incredibile eredità storica.

La costruzione di opere architettoniche, scavate nel tufo, era resa possibile dalla capacità di isolamento termico del materiale, che era funzionale a contenere l’umidità.

Tali proprietà hanno il merito di rendere il tufo il materiale perfetto per la costruzione di opere e costruzioni, alcune delle quali oggi considerate dal valore inestimabile.

Ed è lo stesso suolo di Napoli che deve alla formazione del tufo il suo valore. Si pensai a tutto il patrimonio storico-culturale partenopeo, che è andato arricchendosi nel tempo proprio grazie alla presenza di questo materiale, sfruttato in maniera sapiente da greci e romani.

L’esempio più celebre ci è dato dalle cave sotterranee che si possono ammirare visitando l’antica Napoli Sotteranea.

Tali cave sono state utilizzate nell’antichità come catacombe, cripte, ipogei funerari, abitazioni, botteghe e opere di carattere militare.

Dell’eredità storica che vive ancora nella città di Napoli si può ben capire quindi il legame che tiene insieme la città partenopea e il caratteristico tufo giallo.

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