Affitto casa agli studenti: come funziona il contratto transitorio?

Con l’arrivo di Settembre sono riprese anche tutte quelle “attività quotidiane”, che amiamo tanto accantonare in estate, la scuola e l’università tra tutte. Per quanto riguarda quest’ultima, le migliaia di studenti fuori sede che ogni anno affollano le strade e sopratutto le case delle 14 città universitarie più note, potranno usufruire di un’importante novità: il contratto d’affitto transitorio per studenti universitari.

Vediamo insieme come funziona.

Affitto casa agli studenti: chi può richiedere il contratto transitorio? 

Nato con lo scopo di limitare il fenomeno degli affitti in nero, il contratto d’affitto transitorio, può essere richiesto se il locatario è iscritto a un corso di laurea, di perfezionamento o di specializzazione (master e dottorati), in una città diversa da quella di residenza, e può essere intestato sia ad un solo studente, ad un intero gruppo di universitari o a un’azienda per il diritto allo studio.
All’interno del contratto, la cui registrazione è a carico del locatore, bisognerà necessariamente indicare:

  • Il corso di studi e l’università frequentati dallo studente;
  • Il canone mensile;
  • Le modalità di pagamento;

Per quanto riguarda la durata invece, questa è stata pensata su misura per le esigenze degli studenti, e va da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni, con un rinnovo automatico, per un secondo periodo di pari durata: se lo studente non avesse intenzione di rimanere in quella casa, dovrà presentare un preavviso al padrone di casa entro i tre mesi successivi, alla prima scadenza. La possibilità di recesso invece è prevista solo per gravi motivi, come nel caso di morte di un parente che lo costringa a lasciare l’università, e deve essere presentata entro lo stesso periodo di tempo della disdetta. Nel caso in cui il contratto sia intestato ad un gruppo di studenti, e uno di questi lasci l’abitazione, gli inquilini restanti pagheranno un affitto maggiorato, fino a quando non riusciranno a trovare un nuovo coinquilino.

Affitto casa agli studenti con contratto transitorio: le detrazioni fiscali

La stipula di un contratto d’affitto transitorio per gli studenti, è reso ancora più vantaggioso dalle diverse agevolazioni fiscali previste. Agli studenti o ai loro genitori, è infatti permesso richiedere una detrazione Irpef pari al 19%, calcolati su una spesa massima di 2.633 euro. Per poter richiedere tale detrazione però, bisogna che ci sia la presenza di questi due requisiti: l’università deve distare almeno 100 chilometri dalla città di residenza dello studente; l’immobile in affitto deve trovarsi nella città sede dell’ateneo o in un comune limitrofo.

Per quanto riguarda i proprietari invece, questi potranno richiedere:

  • Una deduzione extra del 30% per chi resta alla tassazione ordinaria o cedolare secca al 10%
  • Uno sconto del 25% su Imu e Tasi.

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