Accertamenti immobiliari, quando il fisco può entrare in casa

Tutte le volte che si parla di un’agevolazione fiscale legata alla casa, che si tratti dell’ agevolazione per l’acquisto della prima casa o dell’esenzione dal pagamento dell’Imu, troviamo sempre un punto ricorrente: il valore catastale dell’immobile. Ma, come fa l’Agenzia delle Entrate ad accertarsi che non stiamo mentendo? Che non ci sia stato un’errore?

Nella stragrande maggioranza dei casi vengono effettuati dei “controlli a tavolino”, ossia:

  1. confronto del valore dell’immobile in questione con gli altri facenti parte dello stesso quartiere.
  2. tramite quotazioni Omi
  3. tramite satellite

Tutte soluzioni che però non danno la possibilità di poter approfondire quale sia il reale stato dell’immobile, e l’eventuale manutenzione. Per questo, attraverso la circolare n. 16/E del 28 aprile 2016, l’Agenzia delle Entrate ha tenuto a sottolineare che tali controlli vengano dichiarate illegittimi, a meno che non siano presenti sul posto anche “ulteriori elementi di prova”, come la presenza di un funzionario, incaricato di verificare sia dall’esterno che dall’interno lo stato dell’immobile.

Il fisco può entrare in casa per accertamenti immobiliari

Quindi, un funzionario del fisco può pretendere d’entrare in casa al fine di effettuare accertamenti immobiliari – ossia constatare se sia di lusso o meno – e solo dopo, revocare eventuali benefici fiscali o redigere verbali e multe.

Il contribuente però può rifiutarsi, nel caso in cui questi non esibisca l’autorizzazione della procura della Repubblica, che lo autorizza a violare il domicilio altrui. Tale autorizzazione inoltre, può essere concessa solo in caso di “gravi indizi” di violazione fiscale, come, per esempio, il cambio di destinazione d’uso di una cantina.

Al fine di evitare tale accertamento, in sede di compravendita le parti possono redarre una perizia di stima, che attesti il valore effettivo di mercato dell’immobile che si intende compravendere. Il documento, per essere considerato valido, deve essere necessariamente redatto da un perito (ingegneri, architetti, geometri) non legato da rapporti di parentela né all’acquirente né al venditore.

 

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