Abolizione Imu e Tasi, a guadagnarci sarebbero i ” ricchi ”

Le tasse sugli immobili sono da sempre le più odiate dagli italiani, ed è per questo che sono l’asso nella manica dei politici, che in tempo di elezioni, spesso promettono “abolizioni” che finiscono per non effettuare. Questo ed altro, alla base dello scetticismo degli italiani nei confronti delle promesse del Premier Renzi, in merito alla futura abolizione di Imu e Tasi : promesse che sembrano non mietere consensi neanche tra le alte sfere dell’UE.

I maggiori organi economici dell’Unione Europea non hanno reagito bene alle dichiarazioni di Renzi, affermando, tramite la voce di Ignazio Visco – Governatore della Banca d’Italia, intervistato di recente dal quotidiano Il Foglio – che l’Italia attualmente ” ha altre priorità sulla quale concentrarsi”. Stando a quanto dichiarato dal Governatore infatti, è giusto mantenere le tasse sulla casa, visto che a questa sono strettamente collegati i servizi pubblici, che devono pur essere finanziati.

Il progetto di Renzi può quindi essere considerato “bocciato” anche se non è ancora detta l’ultima parola: ma è realmente tutto bello come sembra?

In genere, le cose belle o sono destinate a durare poco o, nascondono un’insidia, un lato oscuro, che in questo caso è stato messo in luce dagli esperti della Cgia di Mestre, che  hanno calcolato a quanto ammonterebbe il risparmio degli italiani dopo l’abolizione di Imu e Tasi, ragruppando il tutto a seconda delle categorie catastali.

Il risultato di tale studio è a dir poco discutibile in quanto, numeri alla mano, sembra proprio che a guadagnarci maggiormente sarebbero i proprietari di case di lusso. Stando ai calcoli effettuati dagli esperti infatti, i proprietari di case di pregio registrate come prima casa risparmierebbero ben 1.830 euro a immobile, seguiti subito dopo dai proprietari di castelli, con un risparmio di 2.280 euro all’anno mentre, la famiglia media risparmierebbe intorno ai 204 €.

Quindi, tirando le somme, il taglio di Imu e Tasi giocherebbe maggiormente a favore dei soggetti ” benestanti” e non delle famiglie, come il premier vorrebbe farci credere : che sia un’altra manovra studiata ad hoc?

 

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