Tecnologia e arredamento: arriva l’Internet of Things

Quando l’accesso ad internet è diventato possibile a tariffe sostenibili da tutti, forse ancora nessuno poteva immaginare come sarebbero cambiate le nostre vite, a dispetto delle previsioni (anche piuttosto “antiche”) che si erano già fatte nell’ambito della scienza e della tecnologia. È sicuramente con l’arrivo degli smartphone che tutto questo ha cominciato a diventare realtà e a paventarsi come un possibile futuro prossimo, in cui tutto, o quasi, sarebbe diventato gestibile attraverso un unico dispositivo, appunto, l’evoluzione del vecchio cellulare. Oggi, attraverso app e sistemi integrati, è possibile davvero fare di tutto, e non parliamo solo di qualcosa di attinente all’entertainment o ai social media, ma anche di utile e fruibile nella vita quotidiana: basti pensare, ad esempio, a tutti quei software che vengono realizzati proprio per essere utilizzabili dai disabili!

In questo presente che diventa ad ogni istante più futuristico, anche la domotica (l’applicazione dell’informatica e dell’elettronica alla gestione dell’abitazione) si è inserita a tutto tondo, offrendo delle soluzioni pensate per le esigenze di tutti… e anche per tutte le tasche. Tra elettrodomestici “parlanti” e gestibili attraverso delle app, infatti, c’è anche un’intera sezione pensata per l’arredamento ed il design, tant’è che si parla di “mobili intelligenti“: ma di che si tratta?

Hi-Interiors

Non solo hi-tech, insomma, ma anche hi-interiors, un concetto che è diventato anche il nome di una startup nata nel 2008 con l’idea di lavorare a due progetti di letti tecnologicamente avanzati: HiCan e HiBed. I costi non sono esattamente abbordabili (35mila euro il primo, 10mila il secondo), ma questi due giacigli di ultimissima generazione promettono una vera e propria rivoluzione della camera da letto, puntando – ovviamente – al benessere e al miglioramento della qualità della vita. Insomma, è ancora una volta questione di “digital health“. C’è, poi, un progetto italiano: il Lift-Bit, un divano composto da sgabelli ottagonali imbottiti dotati di sensori che si alzano e abbassano (a discrezione dell’utente) tramite un’app o gestualità della mano. Qualcosa che, a pensarlo, sembra appartenere ad un film di fantascienza, ma che è pura realtà: è stato, infatti, anche già presentato alla Triennale di Milano del 2016!

Nel settore luci ed energia, invece, ci sono nomi sicuramente più noti da fare, come quelli di Philips ed Ikea, brand che hanno entrambi dato vita a sistemi di pannelli luminosi ed ante per armadi controllabili a distanza (sempre, inutile dirlo, tramite app). La Microsoft House di Milano Artemide, invece, sta sperimentando impianti di illuminazione capaci di analizzare la quantità di luce naturale per gestire al meglio la fornitura, promettendo di ottimizzare i consumi e le emissioni (e, di conseguenza, di far risparmiare in bolletta). ABenergie, nello stesso ambito, si sta concentrando su alcuni contatori di energia in grado di cambiare colore a seconda dei consumi. Non male per chi ha budget limitati o vuole tenere sempre sotto controllo le proprie spese. Infine, citiamo “Buro Desk“, un progetto londinese per la realizzazione di una scrivania “parlante” pronta a memorizzare i dati degli utilizzatori e persino a comunicare il suo eventuale stato di prenotazione; l’idea è quella di un impiego all’interno di uffici di coworking, università, biblioteche.

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