Videosorveglianza in casa: quando si rischia di violare la privacy del vicino?

Il tasto privacy è di certo una nota dolente per il sistema giuridico italiano. All’interno della Costituzione infatti non vi è un articolo specifico che tutela il diritto alla riservatezza, ma questo viene ricavato per via interpretativa dagli articoli 2 e 3, che permettono di incorporare la riservatezza nei diritti inviolabili dell’uomo; ma anche dagli articoli 13, 14 e 15 Cost., nei quali si può cogliere la tutela della riservatezza in ambiti riguardanti la libertà personale, il domicilio, la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni forma di comunicazione.

Vista l’assenza di una vera e propria legislazione in materia alla quale appellarsi, i giudici italiani si sono spesso trovati a dover intervenire al fine di placare dispute tra soggetti che millantavano violazioni della privacy inesistenti: soprattutto inerenti alla propria casa.Uno tra i tanti casi è quello con cui si è trovata a dover fare i conti la Corte di Avellino, chiamata a far da paciere nella disputa tra due vicini, di cui uno colpevole d’aver istallato una telecamera di sorveglianza che inquadrava il vialetto in comune.

Da qui una sentenza – Trib. Avellino, sent. Del 30.10.2017. – che da un certo punto di vista può essere definita “storica”, in quanto delimita nettamente il concetto di privacy tra i vicini e le possibili libertà.

Videosorveglianza in casa e privacy del vicino: cosa si può inquadrare e cosa no

Se sei stato vittima dei ladri o di aggressioni in o nei pressi di casa tua, istallare un impianto di videosorveglianza è un tuo diritto, e nessuno può impedirtelo.
Stando a quanto deliberato dai giudici di Avellino, le telecamere possono inquadrare e registrare tutto quanto accade «in uno spazio fisico direttamente e materialmente accessibile da parte di chiunque». Quindi, aree condominiali, parcheggi e vialetti in comune possono tranquillamente essere ripresi senza il bisogno del consenso di chi vi transita, in quanto si tratta di uno spazio pubblico.

Il discorso diventa più spinoso quando le telecamere puntano direttamente su una porzione della casa del mio vicino, giardino incluso.Stando a quanto dichiarato dalla Cassazione e dalla Corte Costituzionale, affinché sussista la violazione della privacy in casa, occorre che il proprietario abbia preso degli accorgimenti per proteggerla. Per esempio, vista la presenza di una siepe alta intorno al giardino di casa, chiunque ci sbirci dietro commette il reato in quanto, attraverso quel particolare accorgimento, il proprietario ha dimostrato la volontà di tutelare la sua privacy. In questo caso, è bene puntare l’obiettivo della nostra telecamera per la videosorveglianza in altro luogo, onde evitare d’incorrere in guai seri.

Diverso invece è se, restando sulla falsa riga dell’esempio precedente, il giardino è liberamente visibile ai passanti: eventuali momenti della vita privata del nostro vicino di casa, immortalati sul nastro della nostra videosorveglianza non costituiscono violazione, in quanto il tutto sarebbe stato visibile anche semplicemente passando di li.

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