Gli errori più comuni che fanno perdere i bonus casa

Riqualificazione energetica e in caso di sisma, acquisto mobili ed elettrodomestici, ristrutturazione, verde condominiale: questi sono i temi riguardanti i famosi “Bonus casa”. Le agevolazioni fiscali tanto amate dagli italiani permettono di ottenere una detrazione fiscale, ovvero uno sconto percentuale sui costi sostenuti, che varia a seconda della tipologia di lavoro compiuto, e che può essere ottenuto soltanto a fronte del rispetto di alcune linee guide.

Le prima tra queste è di sicuro quella sul pagamento, che deve essere effettuato tramite bonifico parlante, contenente tutte le informazioni richieste: ma, cosa succede se il contribuente sbaglia? Si, perché l’errore è sempre dietro l’angolo e, se da un lato qualcuno può essere corretto, dall’altro, qualcun’altro può addirittura far perdere al cittadino il diritto al bonus. Vediamoli.

Bonus casa: i documenti necessari

Al fine di fruire dei Bonus Casa, bisogna essere in possesso della seguente documentazione:

  1. Fattura relativa alle spese sostenute;
  2. Bonifico parlante, ovvero un bonifico contenente l’indicazione degli interventi effettuati, il numero e la data della fattura, i dati del richiedente,la detrazione, il codice fiscale del beneficiario: il tutto nella causale del versamento.
  3. Nel caso in cui oggetto di detrazione siano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, è necessaria una dichiarazione di ristrutturazione da cui risulti una data di inizio lavori. Questa  dichiarazione può essere sia  una comunicazione al Comune in cui è ubicato l’immobile, un titolo abilitativo comunale o  una dichiarazione sostitutiva dell’ atto di notorietà.

Invece, per quanto riguarda gli interventi di mole maggiore, come la riqualificazione globale dell’edificio o la coibentazione dell’involucro, la documentazione deve essere trasmessa all’Enea ( Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica) e deve contenere:

  1. Attestato di prestazione energetica, meglio conosciuta come APE, redatto da un professionista abilitato e indipendente dalla ditta che esegue i lavori;
  2. Asseverazione, ossia  la certificazione dei produttori necessaria per caldaie, finestre e infissi;
  3. La scheda informativa, cioè  il documento che contiene i dati identificativi del soggetto, dell’immobile e la quantificazione del risparmio energetico conseguente all’intervento.

In base alla tipologia d’intervento effettuato e al Comune di residenza, possono essere o meno previste ulteriori documentazioni.

Bonus casa : gli errori più comuni nella documentazione 

In presenza di cavilli burocratici, documentazioni da presentare e moduli da compilare il rischio di commettere errori è alto. Durante gli anni che separano l’entrata in vigore dei bonus casa ai giorni nostri, gli errori commessi dai cittadini in sede di presentazione della domanda ci sono stati, e anche in gran quantità. Per questo, l’Agenzia delle Entrate ha redatto una serie di guide alla compilazione, al fine di aiutare il contribuente che, però, finisce sempre per commettere qualche gaffe, che qualche volta può costare anche l’accesso al bonus.

Infatti, perde il diritto al’agevolazione fiscale:

  1. Chi non fa dichiarazione preventiva all’Asl competente;
  2. Chi intesta il bonus parlante a persona diversa da chi richiede la detrazione;
  3. Chi effettua opere edilizie non conformi alla normativa urbanistica e di edilizia comunale;
  4. Chi viola le norme di sicurezza;

Il contribuente che si vede passivo di tali errori ha poco da fare, fatta eccezione per il punto 4, sanabile con la dichiarazione della ditta esecutrice dei lavori, contenente la certificazione dell’osservanza delle norme ( Dpr 445/2000)

Altro comunissimo errore, che fino a poco tempo fa è costato l’agevolazione a molti, è il pagamento delle spese tramite bonifico normale e non parlante. Ebbene, anche in questo caso è stata data possibilità di correzione,  tramite dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui il beneficiario dell’accredito attesti di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella propria contabilità d’impresa

        

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