Amministratore di condominio, ecco come scegliere quello giusto

Più di tre milioni di famiglie italiane vivono in un condominio. Questo vuol dire che, non solo il loro quotidiano è strettamente influenzato dalle regole del buon vicinato, ma che addirittura è dipendente dalle capacità dell’amministratore del condominio. Tale figura infatti, visti i recenti cambiamenti nel regolamento condominiale e i passi avanti in materia di “tutela della privacy”, ha finito per ricoprire all’interno di un condominio, il ruolo di giudice, giuria e carnefice, per quanto riguarda controversie e problemi.

Affiancato nello svolgimento delle sue mansioni dall‘assemblea di condominio, che ha quasi sempre l’ultima parola, l’amministratore  ha visto di recente, aumentare nettamente il carico delle sue responsabilità e doveri, cosa che ha favorito la nascita di ” amministratori di condominio esterni” : persone non appartenenti alla realtà abitativa in questione e spesso provenienti da una società appositamente fondata, che svolgono a tempo pieno l’attività di amministratori di condominio.

Estranei, in poche parole. Persone di cui non si conosce nulla, al di fuori della loro professione, a cui affideremo i nostri soldi e interessi: sempre che un vicino di casa non voglia assumersi l’onere. Quindi, come si fa a scegliere il giusto amministratore di condominio? Quali sono i requisiti indispensabile affinché questo possa essere definito “degno di fiducia?”.

Prima di tutto, ricordiamo che un’amministratore di condominio deve essere necessariamente in possesso di un diploma e di un certificato, che attesti la sua partecipazione ad un corso in materia: se il vostro amministratore di condominio proviene da una società, questa è obbligata a rilasciare un certificato che attesti le competenza professionali del soggetto in questione.

Tra le competenze necessarie affinché l’amministratore svolga al meglio il suo lavoro, ricordiamo: conoscenze legali, fiscali e tecnologiche, ovviamente queste vanno intese anche a livello di “base”. Non è infatti necessario che l’aspirante amministratore sia un ragioniere laureato in giurisprudenza con la passione per l’informatica, basta solo che questi abbia le conoscenze necessarie per rendersi conto di quando sia il caso di rivolgersi ad uno specialista: in modo d’arginare i danni il prima possibile.

Altro requisito da non sottovalutare quando si esamina un’aspirante amministratore di condominio è la fedina penale. Come si può facilmente dedurre, il soggetto non deve avere precedenti penali, e in caso questi incorra in condanne durante la sua carica, decade automaticamente dall’incarico. L’assemblea di condominio infatti ha il compito di controllare la persistenza dei requisiti dell’amministratore di condominio, in quanto, nel caso uno di questi venga a decadere. l’amministratore risulta automaticamente non più idoneo a rivestire la carica e quindi va sostituito.

 

 

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