Dichiarazione dei redditi 2015, ecco come compilare la parte riguardante gli immobili

Per prima cosa, ricordiamo che le regole della compilazione sono le stesse in vigore per il 730 ordinario, e che quindi, devono compilare il quadro B soltanto i seguenti soggetti: i titolari di usufrutto, i proprietari di immobili che non rientrano nella categoria “rurale” e di quelli registrati al Catasto come dotati di rendita, e i soci di società semplici o simili, che basano la loro attività sulla produzione di redditi da fabbricati.

Il quadro B, del 730 precompilato, presenta una divisione in righe e in colonne dove, nelle otto righe, da B1 a B8, bisogna registrare i redditi provenienti dagli immobili; nel caso questi non dovessero bastare è possibile, tramite il pulsante “aggiungi modulo”, aggiungere ulteriori righe. Per quanto riguarda invece le colonne, nella prima, si inserisce la rendita catastale, al lordo del 5%, mentre invece nella seconda, vanno inseriti i “codici di utilizzo”, scegliendo tra i seguenti:

1-Abitazione principale
2-Immobile ad uso abitativo dato in uso gratuito, a persone non appartenenti al proprio nucleo familiare.
3-Immobile dato in affitto attraverso il contratto di libero mercato
4-Immobile affittato ad equo canone
5-Pertinenza appartenente all’abitazione principale
8-Immobile collocato in comuni con un alto numero di abitanti
9-Immobile non classificabile in nessuno dei codici elencati
10-Pertinenza o abitazione data in uso gratuito a persona appartenente al proprio nucleo familiare, che vi dimora, oppure abitazione acquistata in comproprietà
11-Immobile in parte utilizzato come abitazione principale e in parte dato in affitto con contratto a libero mercato
12-Immobile sito in un comune con un alto numero di abitanti, utilizzato in parte come abitazione principale e in parte dato in affitto a canone concordato.
14-Immobile sito nella Regione Abruzzo e dato in affitto a famiglie colpite dal terremoto
15-Immobile sito nella Regione Abruzzo e dato in comodato a famiglie colpite dal terremoto
16-Reddito derivante da fabbricati, imponibile Irpef e attributo a società semplici o simili
17-Reddito derivante da fabbricati, attribuito a società semplici o simili ma non rilevante ai fini IRPEF.

Per quanto riguarda le altre colonne del quadro B del 730 precompilato, dedicato ai redditi degli immobili, vediamo che: nella numero 3 va inserito il totale dei giorni da cui si è in possesso dell’immobile, nella 4 la percentuale di cui si è possessori, mentre invece nella 5, il codice corrispondente al canone d’affitto, e nella 6, strettamente legata alla precedente, denominata “canone di locazione”, la percentuale del canone che corrisponde al codice,ossia:

  1. Immobile con tassazione ordinaria – 95% del canone.
  2. Immobile sito a Venezia soggetto a tassazione ordinaria – 75% del canone
  3. Cedolare secca -100 del canone
  4. Immobili storici o d’interesse artistico soggetti a tassazione ordinaria – 65% del canone

Nella colonna 7 ” casi particolari” s’indicano gli immobili, che appunto si ritrovano in uno “stato particolare”, vediamo insieme quali sono i codici per contrassegnarli:

1-Immobile reso inagibile o distrutto da calamità naturali, escluso dal Comune dalle certificazioni attestanti la distruzione o l’inagibilità.

3-Immobile inagibile per cause che esulino dalle calamità naturali, e per la quale è stata chiesta la revisione della rendita

4-Immobile affittato, ma per cui non sono stati percepiti, in tutto o in parte i canoni di locazione, dando così il via ad una procedura di sfratto, conclusasi entro il termine ultimo fissato per la presentazione del 730

5-Immobile soggetto a comproprietà, dove un proprietario affitta la sua quota

6-Immobile soggetto a procedura di sfratto, dato in affitto.

Detto questo, vediamo che nella colonna 9 bisogna inserire il codice del Comune dell’immobile (reperibile alla fine delle istruzioni di compilazione del 730), mentre,la casella della colonna 11, va barrata solo nel caso in cui l’immobile sia stato affittato con cedolare secca. Infine, nella colonna 12, vanno inseriti solo gli immobili soggetti a “casi particolari IMU”, utilizzando i seguenti codici:

  • Immobile, non abitazione principale, esente IMU nell’anno 2014 ma assoggettato alle imposte sui redditi.
  • Abitazione principale e relative pertinenze, soggette all’IMU 2014.
  • Abitazione non affittata, soggetta a IMU, sita nel medesimo stesso Comune dell’abitazione principale.

Per quanto riguarda invece le righe, della sezione dedicata alle rendite degli immobili del 730, vediamo che quelli che vanno da B11 a B13, devono essere utilizzati esclusivamente, per registrare gli estremi dei contratti di locazione nel caso in cui si applichi la cedolare secca o, il canone concordato in comuni ad alta densità abitativa.

Nella colonna 4 infine, vanno registrati i codici riguardanti la modalità di registrazione del contratto, scegliendo dall’elenco seguente:

3- Quando la registrazione è stata effettuata presso l’ufficio Agenzia Entrate

3P- Nel caso di registrazione telematica tramite Siria

3T- Registrazione telematica con applicazioni tipo Locazioni Web, Contratti online, modello RLI ecc..

3A e 3B- Registrazione effettuata presso gli uffici negli scorsi anni.

A seconda del codice scelto, varia poi la compilazioni delle restanti colonne del quadro B dedicato alla rendita degli immobili, nel 730 precompilato: nella 5 si indica numero e sottonumero di registrazione del contratto, nella 6 il codice identificativo dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate presso cui è stato registrato il contratto, la colonna 7 s compila solo in caso di contratti, superiori ai 30 giorni, nella 8 si indica l’anno di presentazione della dichiarazione ICI o IMU, e nella 9 vanno registrati i contratti a canone concordato, stipulato nei comuni in stato d’emergenza.

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