Pericolo radon nelle nostre case. Come difendersi

In punta di piedi e silenziosamente c’è un gas “nocivo” che pian piano entra nelle nostre case provocando danni alla nostra salute, ma nessuno ne parla. A questo punto l’interrogativo è lecito, di che cosa stiamo parlando? Del radon, un elemento radioattivo gassoso, che fa parte dei cosiddetti gas nobili assieme all’idrogeno e all’elio e che recentemente ha iniziato ad essere un “coinquilino attivo” nelle nostre case.
In pratica questo gas riesce a penetrare dal sottosuolo, nelle nostre cantine, nei nostri seminterrati fino a salire nelle nostre abitazioni. E così gradualmente iniziamo a inalarlo senza accorgercene. Ma questo come accade? La diffusione del radon nelle nostre abitazioni è dovuta alla differenza di pressione tra gli edifici e l’ambiente esterno.
Il livello di radon sostenibile sta raggiungendo soglie elevate, purtroppo non esistono ancora delle normative specifiche riguardo l’argomento, l’unica legge di riferimento è il decreto legislativo numero 241 del 26 maggio 2000, che tutela dall’esposizione al radon nei luoghi di lavoro. “Secondo il decreto, solo i datori di lavoro – dichiara Pietro Ragni – sono tenuti a fare monitoraggi del livello di radon. Controllare nei sotterranei e negli ambienti semi sotterranei se c’è o no il radon ed eventualmente verificarne il livello.

Nonostante la legge, tuttavia, non tutte le amministrazioni pubbliche hanno eseguito i controlli. In particolare, occorre che tutte le scuole e gli ospedali, che spesso hanno alcune zone sotterranee o semi sotterranee dove c’è una presenza costante di operatori per molte ore al giorno, facciano le rilevazioni previste”. Ma come possiamo difenderci dall’invasione “silenziosa” di questo gas, considerato uno dei principali responsabili del cancro ai polmoni che non a caso l’Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro l’ha classificato come agente cancerogeno per l’uomo.

Evitando inutili allarmismi le uniche misure preventive che possono essere prese per arginare il pericolo sono:

  •  per edifici in costruzione, si devono scegliere con oculatezza i materiali di costruzione, la pianificazione di condotte del terreno, il sistema termico e il sistema d’areazione
  • per edifici già esistenti, l’unico intervento possibile è quello del risanamento attraverso la sigillatura delle vie d’ingresso, la sovrappressione degli ambienti e l’aspirazione dell’aria dai pavimenti.

Inoltre grazie all’utilizzo di strumenti appositi, sarà possibile rilevare la concentrazione di radon (la soglia tollerabile è 500Bequerel/mq)nelle nostra abitazioni, questo accorgimento vale in particolare per tutti quelli che possiedono scantinati, cantine, poco ventilate, o vivono al primo piano.

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