Liti condominiali: se disturbi ti denuncio

Si aggira in maniera furtiva a volte addirittura silenziosamente, agisce con circospezione e calcola sapientemente le sue mosse pedinando la propria “vittima”. Si nasconde tra le nostre amicizie virtuali, può avere un aspetto rassicurante e addirittura vivere nella “porta accanto”. Ebbene si tra le diverse tipologie di stalker, ce ne è una che merita tutta la nostra attenzione ed è quella dello stalker “condominiale”. Sappiamo tutti che il reato di stalking nel nostro paese costituisce un reato penalmente perseguibile ed è contemplato per questo motivo nel nostro ordinamento come “atto persecutorio” , introdotto con il D.L. 23 febbraio 2009, n. 11.

Ergo se le liti condominiali sono sempre state il vostro “cruccio esistenziale”, dovendo condividere il proprio spazio abitativo con altre persone, diverse per stili di vita e approccio alle regole “comunitarie”, vi interesserà sapere che l’Anammi (Associazione nazional-europea amministratori d’immobili) guarda con preoccupazione l’allarmante diffusione del lo stalking condominiale.

«Qui non siamo di fronte alle classiche liti fra vicini di casa, ma a una serie di atti ripetuti che hanno un chiaro intento persecutorio», sottolinea il presidente dell’Ammi Giuseppe Bica. Motivo per cui per parlare di stalking vero e proprio «le azioni di disturbo si ripetano nel tempo. Allo scopo persecutorio dei fatti illeciti, infatti, deve aggiungersi il reiterarsi di comportamenti e atti negativi, tali da provocare uno stato di timore e ansia nel singolo e in più persone coinvolte. E che questi atti siano attestati da testimoni. A tal fine – riferisce il presidente dell’Ammi – le autorità di pubblica sicurezza possono convocare i condomini non solo come parte lesa ma anche come persone informate sui fatti».
Molte volte capita che a seguito di comportamenti lesivi delle tranquillità condominiale , quali volume troppo alto, odori molesti, molti inquilini decidano di iniziare delle vere e proprio “guerre fredde” con i propri dirimpettai, mettendo a punto una serie di vendette silenziose con l’unico scopo di infastidire il proprio vicino. Come comportarsi di fronte a certe situazioni per non farsi cogliere impreparati? «Anzitutto, prima ancora di sporgere denuncia, è bene rivolgersi all’amministratore condominiale che, per ruolo e mansioni, è il rappresentante legale del condominio e può esercitare una mediazione fra gli inquilini dello stabile». Nel caso in cui l’intervento mediatore dell’amministratore non porti a nessun risultato significativo si passa alla denuncia legale che nel caso di diffida da parte del giudice verrà allontanato dal condominio a cui seguirà con comunicazione ufficiale da parte dell’amministratore per rendere noto a tutti i condomini della decisione giudiziaria.

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