Tassa di successione sulla casa, cos’è e come si calcola

L‘imposta di successione è una tassa che le persone che ricevono in eredità un patrimonio sia mobiliare che immobiliare, o un diritto reale devono pagare in sede di presentazione della dichiarazione di successione, qualora l’eredità sia di un certo valore. Ma, come si calcola e quando si applica? Cerchiamo di capirne di più, sopratutto per quanto riguarda l’ambito immobiliare.

Tassa di successione:quali beni riguarda e chi la paga

La tassa di successione viene pagata da tutti coloro che ricevono un eredità, e viene applicata sui seguenti beni:
1. I beni immobili di qualsiasi genere, terreni agricoli o fabbricabili;
2. I beni mobili;
3. Le azienda e partecipazioni a società;

La denuncia di successione va presentata entro un 1 anno, a meno che l’eredità in questione non sia al di sotto dei 100 mila euro. Nel caso in cui vada pagata, sarà la stessa Agenzia delle Entrate a calcolarla tenendo presente le franchigie: ossia la soglia d’esonero dal pagamento dell’imposta
Al momento, le franchigie in vigore per “linea di sangue” sono le seguenti:
-Coniuge figli e parenti stretti: dovranno pagare l’imposta solo per il valore che supera i 1.000.000 di euro. Esempio – se un figlio riceve in eredità dal padre una casa del valore di ottantamila euro non dovrà pagare l’imposta. Se invece il valore dell’immobile in questione superi la franchigia – per esempio 1.020.000 euro – l’erede pagherà una percentuale d’imposta pari al 4%, maggiorata dell’imposta catastale e ipotecaria, sulla parte eccedente, ossia i 20.000 €.
-Fratelli e sorelle: valgono i limiti descritti in precedenza. Solo che in questo caso, se si supera la franchigia, la percentuale applicata sarà del 6% applicabile sulla parte eccedente.
-Parenti fino al 4°: non viene applicata nessuna franchigia ma la tassa di successione, pari al 6%
-Convivente: tassa di successione pari al 6%
-Eventuali eredi disabili: la franchigia applicata è innalzata a 1.500.00€

Tassa di successione su immobili e case: le imposte catastali e ipotecarie

Chiarita la natura della tassa di successione e le modalità di calcolo, passiamo ora ad analizzare le altre imposte non dirette, che vanno pagate nel momento in cui all’interno dell’eredità figurino case, terreni e fabbricati.

Stiamo parlando delle imposte ipotecarie e catastali, le stesse previste per esempio, in caso di compravendita di un immobile, e che vanno autocalcolate dall’erede sulla base del valore catastale dell’immobile, ottenuto moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per i seguenti coefficienti:

  • 115,50 per la prima casa – 126 per la seconda casa;
  • 120 per i fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (escluse le categorie A/10 e C/1);
  • 140 per i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B;
  • 60 per i fabbricati delle categorie A/10 (uffici e studi privati) e D;
  • 40,8 per i fabbricati delle categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E.

Per quanto riguarda i terreni edificabili invece, il valore catastale va calcolato  moltiplicando per 90 il reddito dominicale rivalutato del 25%. Al momento l’imposta ipotecaria in vigore è pari al 3% per tutti gli eredi e per tutti i gradi di parentela. IMPORTANTE: in caso di eredità è possibile usufruire delle agevolazioni prima casa, se l’immobile corrisponde a tutti i requisiti richiesti dalla legge. Possono avvalersi delle agevolazioni anche i coniugi del defunto, a patto che mantengano il diritto di abitazione, anche in caso di rinuncia all’eredità. 
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Le imposte catastali ed ipotecarie, nel caso in cui all’interno dell’eredità sia presente un immobile, vanno versate prima della presentazione della dichiarazione di successione, compilando il modello F24 e utilizzando i seguenti codici tributo:

  • 1530 Imposta ipotecaria
  • 1531 Imposta catastale
  • 1532 Tassa ipotecaria
  • 1533 Imposta di bollo
  • 1534 Imposta sostitutiva INVIM
  • 1535 Sanzione da ravvedimento – imposte e tasse ipotecarie e catastali
  • 1536 Sanzione da ravvedimento – Imposta di bollo
  • 1537 Interessi da ravvedimento.

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