Stufe a pellet, guida alle agevolazioni fiscali sull’acquisto

L’inverno si sta inesorabilmente avvicinando, ed è giunto ufficialmente il momento di dare un’occhiata all’impianto di riscaldamento della nostra abitazione, ed effettuare l’annuale manodopera o decidere di sostituirlo, magari con delle, approfittando delle agevolazioni fiscali attualmente in vigore. Ma, come funzionano esattamente?  E perché vengono definite da tutte come  più convenienti rispetto ad un’impianto di riscaldamento normale?

Come funzionano le stufe a pellet?

La stufa a pellet è visivamente simile ad una stufa a legna, solo che va collegato alla corrente elettrica, ed utilizza come combustibile appunto il pellet, ricavato dagli scarti di lavorazione del legno ( segatura, residui di corteccia ecc…). Il calore prodotto viene diffuso nell’ambiente sia naturalmente – la stufa sprigiona all’interno della stanza il calore nato dalla combustione – che grazie ad una o più ventole, che distribuiscono l’aria calda negli ambienti. In alcuni modelli è anche possibile incanalare l’aria calda in piccole condotte e posizionare una o più bocchette per canalizzare il calore in altri vani. I modelli più recenti sono dotati di un cronotermostato che permette di programmare orari di accensione e spegnimento in automatico, la velocità della ventola per l’aria calda forzata e i gradi di temperatura desiderati.

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Le stufe a pellet e l’ecobonus 2016

L’acquisto di stufe a pellet, caminetti e altri apparecchi finalizzati al risparmio energetico, hanno diritto alle agevolazioni fiscali fissate nell’annuale Legge di Stabilità, e sono suddivise in due categorie, o meglio, in due percentuali:

  • Detrazione Irpef del 50%, che viene ammessa anche in assenza di una vera e propria ristrutturazione edilizia dell’abitazione, basta che l’apparecchio sia installato al fine di diminuire i consumi. Il rimborso avviene in rate, tutte dello stesso importo, distribuite in un lasso di tempo di 10 anni. Attenzione però, per poter aver accesso all’ecobonus c’è bisogno che la stufa risponda a determinate caratteristiche quindi, prima di procedere al’acquisto, è bene chiedere al commesso o controllare sul sito Portaltermico, dove sono contenute tutte le informazioni necessarie.
  • Detrazione del 65%, riservata a chi ha acquistato apparecchi con caldaia integrata, al fine di portare a termine un intervento di riqualificazione energetica, effettuato e accertato da un tecnico progettista iscritto all’albo. La Legge di Stabilità 2015 ha esteso tale detrazione anche ai generatori di calore a biomassa.

Stufe a pellet e caminetti, come richiedere il bonus del 50 o 65%

Per poter accedere ai bonus fiscali sull’acquisto di stufe a pellet e caminetti, è di vitale importanza la dichiarazione del produttore che attesti il rendimento dell’apparecchio, pena il rifiuto della domanda. La spesa affrontata invece, dovrà essere certificata tramite  bonifico o vaglia, non sono accettati pagamenti in contanti. All’interno del bonifico, bisogna ricordarsi d’inserire:

  1. la data
  2. la causale del pagamento
  3. il codice fiscale o numero di partita Iva del soggetto che paga e quello del beneficiario del pagamento

Successivamente, in sede di dichiarazione dei redditi, bisognerà comunicare al CAF o al commercialista i dati catastali dell’immobile su cui si è intervenuti, allegando le ricevute del bonifico effettuato e le dichiarazioni di conformità della stufa altro apparecchio istallato

        

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