Riforma del catasto: aumenteranno le tasse sugli immobili?

Da alcuni giorni le testate giornalistiche e i principali siti d’informazione sono monopolizzati da una notizia, che ha scatenato il “terrore” e la rabbia sia degli addetti al mestiere che degli italiani: la possibilità che il Governo Gentiloni riesumi la riforma del catasto. Ma, di che cosa tratta nel dettaglio e perché fa tanta paura? Analizziamo il tutto nella maniera più semplice possibile.

In che cosa consiste la riforma del catasto?

La nuova riforma del catasto, di cui si sente tanto parlare, consiste in una revisione del catasto dei fabbricati, che non sarà più basata sul numero dei vani ma sui metri quadri, ristabilendo così l’equilibrio nella tassazione tra case aventi lo stesso numero di vani, ma di grandezza diversa. Andranno così a modificarsi i valori medi assegnati a ciascun fabbricato, in base a calcoli matematici e funzioni statiche. Ad essere ridefinite saranno anche le classificazioni per la destinazione d’uso dell’immobile, suddivise in ordinaria e speciale, e i meccanismi per il riconoscimento degli immobili con valore storico ed artistico.

A cambiare con la nuova riforma sarà anche il ruolo giocato dai Comuni, a cui sarà affidato non solo il compito di verificare il regolare accatastamento degli edifici, ma anche d’individuare gli immobili detti “fantasma”, curandone il censimento e la regola tassazione. A dare man forte ai Comuni sarà l’Agenzia delle Entrate, che metterà a disposizione i propri strumenti elettronici.

Ma, da dove nasce il bisogno di modificare il catasto? E perché ha suscitato tanto scalpore?

Riforma del catasto, perché ci fa paura?

A spianare la strada verso la riforma del catasto, e a spingerci a forza l’Italia è stata Bruxelles, che in un comunicato ha ricordato a Roma i piccoli passi compiuti verso il completamento della riforma che, in realtà era già pronta ma,  in procinto di essere mandata alle Camere dal Governo Renzi ha ricevuto lo stop dell’esecutivo, per la mancata osservanza della clausola della invarianza per la tassazione degli immobili, o invarianza del gettito: che cosa significa? Che la riforma creava l’oggettivo rischio di un aumento delle tasse sugli immobili, di nuovo.

Questo perché i valori di mercato e le rendite catastali saranno fissate, come specificato in precedenza, mediante dei calcoli matematici, un algoritmo, per la precisione, che porterà tali valori ad aumentare a dismisura. Quindi, chi garantisce che alcuni Comuni non sfruttino tale situazione, per far lievitare l’IMU? Il decreto legislativo, in cui è stato chiarito, sottolineato e garantito il principio d’invariabilità del gettito ma, Confedilizia sembra non fidarsi, e ha lanciato un messaggio molto chiaro Gentiloni:

Leggiamo sulla stampa che il Governo Gentiloni starebbe pensando di riesumare quella riforma del catasto che il Governo Renzi aveva ritirato, nel giugno del 2015, perché non forniva adeguate garanzie di invarianza di gettito, aprendo all’opposto uno scenario di ulteriori aumenti di tassazione sugli immobili, mascherati attraverso improbabili redistribuzioni. Quella legge delega è scaduta e non è certo questo il momento per iniziare un nuovo percorso, checché ne dica la Commissione europea, che inserisce pigramente il tema catasto nelle sue rituali raccomandazioni copia e incolla, senza avere un minimo contatto con la realtà.Per il settore immobiliare l’urgenza non è la riforma del catasto, ma una decisa riduzione di un carico fiscale che dal 2012 è stato quasi triplicato e che continua a causare danni incalcolabili a tutta l’economia: crollo dei valori, impoverimento, caduta dei consumi, desertificazione commerciale, chiusura di imprese, perdita di posti di lavoro. Dovrebbe essere questa la priorità di un Governo responsabile”.

Quanto dichiarato dal rappresentante di Confedilizia fa dunque dedurre che il principio d’invarianza non costituisca poi una così grande garanzia, e che questa nuova riforma del catasto potrebbe nascondere qualche brutta sorpresa.
Per ora non ci è dato saperne di più, ma cercheremo di tenervi aggiornati sui prossimi aggiornamenti, che di certo non tarderanno ad arrivare.

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